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Eventi > Indipendentemente Teatro Festival 2005
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Torna "IndipendenteMente Teatro Festival" edizione 2005.

ATTENZIONE: Le ultime date hanno subito delle variazioni a causa dei funerali del Papa. Per conoscere le nuove date vai su CALENDARIO

 

Manifesto "Indipendentemente Teatro 2005"
a cura del grafico Costantino Sammarra

Il programma è il seguente:

dal 4 al 16 aprile Ore 18.00 – 22.00
Foyer del Cinema Teatro Italia

Arti visive

Un anno di cattiveria
portfolio in forma di libro

di Bruno La Vergata

1995/2005 teatro in Calabria
mostra fotografica

di Raffaella Arena

Bruno La Vergata. Nato a Cosenza, ha studiato all’Accademia di Belle Arti di Firenze. Firmail primo manifesto nel 1975. da allora sono numerose le sue realizzazioni grafiche e le mostre in Italia e all’estero. Ha insegnato per sei anni all’Accademia di Belle Arti di Firenze e per dieci a Brera a Milano. Attualmente è docente all?’Accademia di Catanzaro e all’Università della Calabria.
Un anno di cattiveria è un portfolio in forma di libro, di immagini realizzate utilizzando antiche stampe anatomiche.

Raffaella Arena. Nata nel 1972 a Cosenza, inizia a occuparsi di fotografia di teatro nel 1995. Laureata in D.A.M.S. presso l'Università della Calabria, è fotografa professionista dal 2003.
Il percorso fotografico della mostra si articola in un centinaio di scatti, realizzati in teatro in dieci anni di attività. Le immagini, in bianco e nero e a colori, documentano e raccontano l'avvicendarsi sulle scene calabresi di varie compagnie teatrali, locali e non, a partire dal "Genius Loci" 1995 passando per "Senza Titolo" e "Primaveri dei Teatri" '99, per arrivare fino al nuovo appuntamento con il festival "IndipendentementeTeatro".

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Martedì 5 Aprile ore 21.00

MANA CHUMA TEATRO (Reggio Calabria)

Di terra e di sangue
di Massimo Barilla e Salvatore Arena
con Salvatore Arena
regia Maria Maglietta

All'alba del 16 maggio del '55, Salvatore Carnevale, giovane e irriducibile sindacalista, viene brutalmente assassinato sul sentiero che conduce alla cava di pietra, nel comune di Sciara, Palermo. Nell’arsura dell’aria, nelle pieghe della terra spaccata dal sole, nella mancanza di acqua e di un domani, saltano dagli alberi, dalle spighe e sono parole, sono grida di un bisogno antico e arcaico, che ritornano sempre. Come giro di mulo attorno a macina di pietra. La terra, chi la lavora, se la porta dentro. Agli angoli degli occhi, sotto le unghie, annidata nelle narici e nei polmoni. E se occorresse la potrebbe assaggiare e subito riconoscerla dal sapore, dall’odore. Dire persino da dove viene, raccontarne la storia. Lo spettacolo é questo, un canto a più voci, interpretate da un solo attore-aedo. Il paesaggio scenico é una luce accecante, un sole siciliano che taglia nette le ombre e lascia le figure nitide come statue riportate alla luce da mondi antichi.

Nata a Reggio Calabria nella seconda metà degli anni novanta, Mana Chuma sceglie fin dal principio di confrontarsi soprattutto con l’identità culturale e storica del territorio meridionale. “Terribìlio di mare – Suggestioni teatrali da Horcynus Orca di Stefano D’Arrigo” (2001), “Il mondo offeso” (2002) - da Conversazione in Sicilia, “Historia du surdatu” (2003) di Massimo Barilla (coproduzione Mana Chuma – Casa degli Alfieri – Astiteatro 25), “Spine” (2003) di Massimo Barilla e Salvatore Arena, finalista al Premio Ustica per il Teatro ’03, i lavori più recenti di un cammino di ricerca che si propone di creare spazi per l’incontro tra idee, artisti, esperienze e generazioni teatrali diverse.

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Mercoledì 6 aprile 2005 – ore 10:30
Sala Stampa Aula Magna - Università della Calabria

INCONTRO
tavola rotonda
poetiche teatrali (non solo) in Calabria
discorsi liberi diretti

coordina: Valentina Valentini
con interventi di Vincenza Costantino, Fabrizio Deriu, Carlo Fanelli, Rocco Taliano Grasso
con la partecipazione di Antonello Antonante (Centro RAT), Massimo Barilla (Mana Chuma), Emilia Brandi, Massimo Costabile (Centro RAT), Dario De Luca (Scena Verticale), Dante de Rose (Teatro della Ginestra), Natale Filice (Porta Cenere), Saverio La Ruina (Scena Verticale), Max Mazzotta (Libero Teatro), Basilio Mugolino (eXperimenta), Manolo Muoio, Lindo Nudo (Teatro Rossosimona), Cataldo Perri, Nuccia Pugliese (La Barraca), Ernesto

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Martedì 6 e Giovedì 7 Aprile - ore 21.00

Scena Verticale (Castrovillari –CS)

Kitsch Hamlet
ideazione, testo e regia Saverio La Ruina
con Dario De Luca, Oriana Lapelosa, Rosario Mastrota,
Fabio Pellicori, Giovanni Spina, Guglielmo Bardi
assistenza alla regia Monica De Simone
luci e fonica Danila Blasi
organizzazione e ufficio stampa Settimio Pisano

Un Amleto rinchiuso in una stanza. I suoi tre fratelli, “eroi” mediocri, ordinari e squallidi, serviti e riveriti da una madre morbosamente dedita alla famiglia. Ofelia, cui viene concesso il diritto di esistere nella sola follia. Un contesto di case popolari degradato e pervaso di sottocultura di massa, dove le madonnine sui pianerottoli hanno un lumino acceso tutto il giorno e a ogni angolo sorride la barba di Padre Pio. La provincia calabrese è la provincia italiana ormai massificata, modellata su valori, atteggiamenti, luoghi comuni, piccoli miti usa e getta, scodellati dai più scadenti e popolari programmi televisivi. I tre fratelli protagonisti esprimono tra loro una lingua “muta”, che esprime solo quello che il gruppo già sa, e su cui mai s’interroga. Questi ragazzi della provincia calabrese, come milioni d’altri, sono “a disposizione”. La loro insicurezza può farne carne da cannone, assassini, fanatici, o semplicemente osservanti che non credono ad altra storia che non sia il luogo comune. Un contesto troppo banale per ospitare la tragedia vera. Uomini troppo “piccoli” per essere eroi. Oggi, qui, non c’è spazio per Amleto, per Shakespeare. Chi potrebbe capire le sue parole?

Scena Verticale nasce nel 1992 a Castrovillari per opera di Saverio La Ruina e Dario De Luca. Dal 1997 è riconosciuta dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali. Nel 2001 riceve il Premio Bartolucci “per una realtà nuova” e nel 2003 il Premio della Critica Teatrale. Dal 1999 è ideatrice e organizzatrice del festival sui nuovi linguaggi scenici “Primavera dei Teatri”. Nel 1996 inizia, con La stanza della memoria, l’attività produttiva della compagnia. Seguono: de-viados (1998), Hardore di Otello (2000), Amleto ovvero Cara mammina (2002), Kitsch Hamlet (2004). La compagnia è attualmente impegnata in un nuovo progetto intitolato La famiglia di cui sono stati presentati, nel mese di ottobre 2004, venti minuti di lavoro in occasione della finale del “Premio Dante Cappelletti alle Arti Sceniche” presso il Teatro Valle di Roma. Il debutto dello spettacolo è previsto per la primavera/estate 2005.

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Venerdì 8 Aprile - ore 21.00

Progetto Teatrale ZeRBe / Teatrovunque (Genova)

NEL SEGNO DI PAZ
da Andrea Pazienza
con Antonio Carletti, Milena Fois, Giovanni Landi, Alberto Rizzi, Alessandro Scipilliti
drammaturgia e regia Antonio Tancredi
realizzazioni audio digitali Mauro Marchini e Tristan Martinelli
luci Federico Kata Canibus
costumi MilenaFois
ufficio stampa Agnese Domini e Rosanna Tripaldi

In una scena volutamente nuda, come il foglio bianco che aspetta di essere disegnato, prendono vita figure e storie prese dai fumetti di Andrea Pazienza. Abbiamo voluto ripercorre l'esperienza umana e artistica di Paz partendo dalla prima tavola di Penthotal, dove un ragazzo sogna e una voce lo invita a uscire fuori dal sogno. Da questo momento ricordi biografici, come il viaggio a New York, e fumetti si intrecciano per formare una cosa sola. Come dei detectives, ci siamo camuffati e abbiamo frequentato luoghi e personaggi provando a decifrarli, a metterli insieme come tessere di un mosaico. Chi assiste allo spettacolo avrà la sensazione di sfogliare un album dove le storie non hanno confini netti, e di scivolare, come Alice di Lewis Carroll, in un caleidoscopio dolce e violento.

Il Progetto Teatrale ZeRBe viene fondato nel settembre del 1998 da Antonio Tancredi e Alessandra Lagomarsini, entrambi provenienti dal laboratorio teatrale San Rocchino di Genova, dove per diversi anni sono stati ospitati i gruppi più interessanti della ricerca teatrale italiana, come Marcido Marcidoris e Famosa Mimosa, Claudio Morganti, La Valdoca e Le belle bandiere. Zerbe in ligure significa secco, per estensione terra secca, desertico, o secchezza della pelle, ma le sue origini sono nordafricane. Zerba era il recinto di rovi che proteggeva gli orti, indispensabili per vivere, dal vento devastatrice del deserto. E forse sulle ali del vento del deserto è giunta fino alle rive del mar Ligure. In cerca di un nome abbiamo scelto questo, perché riteniamo la nostra condizione di teatranti simile a quella dei contadini delle zone predesertiche. E’ difficile far crescere il fiore del teatro in certe situazioni, ma la nostra passione e ostinazione a volte ci regala frutti rari e impagabili.
Teatrovunque viene fondato nel maggio del 2003 da Antonio Carletti (vedere sito: www.teatrovunque.it). Attività principali: produzione e promozione spettacoli ( la maggior parte di impegno civile); percorsi poetico-letterari; laboratori teatrali in scuole, ospedali, case di riposo.

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Lunedì 11 aprile - ore 21.00

Marco Silani (Cosenza)

L’OCITOCICO (a.v.d.)
di Luigi Vaccaro
regia e interpretazione: Marco Silani

Un monologo dalle tinte grottesche in cui si intrecciano le vicende umane di un giovane e di un vecchio. Entrambe le figure sono impersonate da Marco Silani, che ha costruito sul testo di Vaccaro un gioco di passaggi e ritorni per sottolineare l’impossibilità del dialogo tra due generazioni così distanti e diverse. In scena con l’attore, solo una doppia sedia, che accoglie ora l’attore stesso, ora il suo immobile simulacro. Un assolo in cui si cerca di riflettere sullo stato dei rapporti tra chi è ormai giunto alla fine della propria esistenza e chi invece deve ancora affrontare i passaggi cardine della vita.

Marco Silani, attore teatrale e cinematografico, presidente del gruppo teatrale Arciere. Negli ultimi anni ha lavorato con il Centro RAT di Cosenza per la compagnia La Linea Sottile diretta da Massimo Costabile, negli spettacoli: Antigone, L’avaro, El tiempo non mata el dolor, Pirandello – atti unici, Il canto del lager. Nell’estate del 2005 è stato tra i protagonosti di Re Marcone il brigante di Mangone (per la regia di Natale Filice) e in Kabarett, spettacoli prodotti dal Teatro della Ginestra di Cosenza. Ha recitato nei film Fate e transistors di Giovanni Sole, www.maresca.it di Giovanni Luca Gargano. È il protagonista del video No Panic, di Giuseppe S. Grosso Ciponte e Giulia Secreti, selezionato al Cinecittà Internet Film Festival 2004.

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Martedì 12 Apriile - ore 21.00

PICCOLO TEATRO UMANO (Bovalino – RC)
NINO RACCO
in
Donne nel mondo dei cantastorie
La storia della Baronessa di Carini

La Baronessa di Carini è la storia tragica e pietosa di Caterina, figlia del barone di Carini. Innamorata del nobile Vernagallo, intrattiene con lui “una segreta e notturna relazione” che le costerà la vita per mano del padre. Il barone, infatti, scoperto il legame amoroso giunge da Palermo per vendicare l’onore offeso.

Nino Racco
Se da una parte la figura di poeta sociale e di piazza è totalmente scomparsa in Italia, l’eredità nascosta dei cantastorie riaffiora di tanto in tanto in alcuni spettacoli teatrali, soprattutto nell’aria del teatro non ufficiale. Nino Racco, con la sua scelta di dimensione non ufficiale, costituisce un chiaro esempio di ripresa volontaria e convinta della figura del cantastorie. Alla ricerca puramente “archeologica” degli strumenti della tradizione, ha aggiunto una tecnica recitativa fondata sulla fisicità, dove la parola cantata o recitata è supportata da una base di comunicazione ritmico-fisica e mimica. I primi spettacoli messi in scena da Nino Racco (Salvatore Giuliano, La Baronessa di Carini ), sono il segno dell’eredità più tipica dei cantastorie, rimasta intatta nel passaggio all’interesse per le vicende attuali. Il tipo di attore-narratore che risulta da questa esperienza, diverso nell’aspetto dalla figura più antica della tradizione, è però mosso dalla stessa autentica aspirazione che allude al passato e sottende l’arte del cantastorie: colui che sta sempre dalla parte dell’offeso vuole provocare le emozioni più autentiche e profonde del pubblico e indurlo così alla riflessione

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Mercoledì 13 Aprile - ore 21.00

a cura di CANE (Roma)
prodotto da FATTORE K.

Psicosi delle 4 e 48
di Sarah Kane
Preludio
Tracce dal TITO ANDRONICO di SHAKESPEARE
con Daniela Cattivelli e Federica Santoro
collaborazione scenografica Valentina Fusco
audio Luca Venitucci

Psicosi delle 4 e 48 di Sarah Kane è una grande favola della verità, un viaggio alla deriva della mente, in un paese onirico, terribile. I personaggi della Kane, in questo suo ultimo atto, ormai non hanno più nomi, non si possono nominare, sono. Tutti vengono chiamati a raccolta per giocare l’ultima partita, una guerra combattuta in una zona intermedia, in un’ora intermedia. Il tempo è in attesa, contratto, finito e infinito, è l’attimo di lucidità prima del definitivo crack. Abbiamo scardinato e aperto, siamo entrare nelle profondità di “Psicosi”, approfondendone gli aspetti sonori e le invenzioni sceniche, per poi, con una sorta di leggerezza e ironia, riaffiorare alla superficie e far vivere il testo fuori dai luoghi comuni di cui ormai è diventato oggetto, senza compromessi e rispettando le “non regole” della Kane; permettendoci, inoltre, di contaminarlo con un altro testo: il Tito Andronico di W. Shakespeare. Il Tito Andronico è la tragedia delle mascherate, delle chiamate al massacro, della rappresentazione teatrale, del dolore e della follia. Le sue parole e azioni sfrontate bene si accordano e fanno da contrappunto al testo della Kane, che ha reso così sottile lo spazio/azione scenica di “Psicosi” da renderlo fragile e violento come una lastra di vetro. Shakespeare è l’altro, l’antagonista, l’amico/nemico. Il nostro “Preludio” è una tragedia!

Cane è una formazione variabile che lavora sulla rappresentazione, adottando di volta in volta formati diversi.
Federica Santoro Attrice, regista, autrice di testi. Diplomata all’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica Silvio d’Amico. Lavora in molti spettacoli diretti da Giorgio Barberio Corsetti e collabora con Raffaello Sanzio e Katzenmacher di Alfonso Santagata. È ideatrice di progetti laboratoriali e regista di spettacoli con la compagnia Bobby Kent & Margot insieme a Filippo Timi. Collabora con la compagnia di danza Travirovesce. Canta nei Memoria Zero. Fonda il collettivo Arturo composto da musicisti, attori, danzatori e videoartisti.
Daniela Cattivelli Musicista e compositrice (suona campionatore, laptop, sassofono). Suona con il Laboratorio di Musica e Immagine, Fastilio, Mistress, Fraili e l’Ensamble Eva Kant. Lavora in diversi ambiti musicali, dalla musica industriale a quella colta contemporanea, da quella improvvisata a quella elettronica; viene diretta da noti musicisti: Fred Frith, Jon Rose, Jhon Oswald, Butch Morris, Salvatore Sciarrino. Ha collaborato con coreografi, danzatori, compagnie teatrali, video artisti (Teatro Valdoca, Giorgio Barberio Corsetti, Laminarie, MK, Monica Francia, Luigi Gozzi, Koiné) Dal 2001 lavora con Mylicon/EN, formazione che sperimenta nuove forme all’interno della dimensione del live audio/video.

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Giovedì 14 Aprile - ore 21.00

Bisurgi/Brandi/Bruno/Ianni Palarchio (Cosenza)

Lunae vuci
di e con
Grazia Bisurgi, Emilia Brandi, Teresa Bruno, Elisa Ianni Palarchio
con la partecipazione di Francesco Votano
e la partecipazione in voce di Natale Filice

Possibilità… Tentativo a cuore aperto di condivisione di uno spazio e di un momento per capire. Pensiero comune che non si trasmette idealizzando una teoria ma partendo da ciò che siamo. Scoperta di un incontro, ricerca di un percorso, per costruire un istante di senso. Raccontiamo una storia nota, oggetto di innumerevoli riscritture. La donna che ne è protagonista è stata più volte trasformata in simbolo di lotta per l’emancipazione sessuale, politica o razziale. È necessario dire che si tratta di Medea? L’eterna vagabonda, l’exul, la parente della luna, la maga, l’infanticida, una donna. A noi basta, forse, questo: una donna e la sua tragedia, di cui il popolo, le voci anonime di ogni tempo e luogo, si impossessa, vocifera. Gli eventi non avvengono davanti allo spettatore, si consumano nelle voci che li riportano. Il racconto è moltiplicato, frantumato, trasformato; l’unico accordo tra chi canta la tragedia è la condanna, che come fuoco devasta progressivamente la vittima/colpevole. Meglio sarebbe non sapere, ma non c’è modo di scongiurare la conoscenza dei fatti che invade attraverso il dubbio, il presentimento e le voci indiscrete che s’insinuano. Così Medea diventa il pre-testo, l’occasione per parlare di qualcosa che va oltre il mito. A questa storia, che non avrebbe forse bisogno di spazio e tempo definiti, diamo i contorni della nostra tradizione, e scegliamo come riferimento la versione raccontata da un autore che questa tradizione ha cantato, Corrado Alvaro.

GRAZIA BISURGI ha partecipato a laboratori con Marco Sodini, Roberto Castello, Pepe Robledo e Pippo Delbono, Antonio Pizzicato, Odin Teatret, Alejandra Manini, Romano e Flavio Colombaioni. Ha lavorato con Teatro Rossosimona, Teatro dell’Acquario, CossiaDiFlorioVeno nello spettacolo Oro (Progetto Petrolio).
EMILIA BRANDI ha conseguito il diploma in arte drammatica nel 1999. Ha studiato, tra gli altri, con Alejandra Manini, Tony Cots, Pippo Delbono, Pepe Robledo, Riccardo Caporossi, Carlo Quartucci, Michele Monetta, Antonio Pizzicato. Ha lavorato come attrice con Teatro dell’Acquario, Teatro Rossosimona (Piedi Gonfi-La Stirpe di Edipo, E’ il Momento dell’Amore, Premio Scenario 2001) e con CossiaDiFlorioVeno (Oro).
TERESA BRUNO ha studiato con Marco Sodini, Roberto Castello, Pepe Robledo e Pippo Delbono, Flavio e Romano Colombaioni, Teatro Valdoca, Michele Di Stefano/MK, Antonio Pizzicato, Alessio Bergamo, Odin Teatret, Alejandra Manini. Ha lavorato con Teatro Rossosimona, Teatro dell’Acquario e CossiaDiFlorioVeno in Oro.
ELISA IANNI PALARCHIO ha partecipato a laboratori condotti da Antonio Pizzicato, Roberto Castello, Teatro Valdoca, Alessio Bergamo, Michele Di Stefano/MK. Ha lavorato con l’Associazione La Chimera e con CossiaDiflorioVeno, nello spettacolo Oro.

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Venerdì 15 Aprile - ore 21.00

TEATRO DELLA GINESTRA (Cosenza)

CURRICULUM biografia in danza
di Dante de Rose
con Antonella Ciappetta

I PREFER NOT TO a Squid eXperience eXperiment
un progetto di Ernesto Orrico
con Antonella Ciappetta e Luigi Chiarella
Supporto tecnico Francesco Votano

CURRICULUM Il viaggio personale e professionale di una danzatrice che vicina alla maturità ricerca le radici del suo percorso artistico, si parte dai grandi balletti classici e si arriva alla danza contemporanea. La scelta dei pezzi rappresentati è assolutamente legata al trascorrere del tempo e alle evoluzioni che un artista affronta per migliorarsi e crescere. Un viaggio non immaginario ma reale, come la voce che diventa supporto della danza e che l’accompagna scandendo le tappe di un percorso ancora in mutazione, un percorso che la porterà a ricercare nuove forme di sperimentazione.
I PREFER NOT TO a Squid eXperience eXperiment
Preferirei niente piuttosto che qualcosa… Sviluppare una qualità della danza a partire da piccole porzioni di movimento, segmenti aperti, derive e deviazioni sempre in agguato. Preferirei niente piuttosto che qualcosa… Combattere la rarefazione del suono e la sua esplosione, lavorare su dolci contrasti e improvvisi strappi, immaginare spazi infiniti, lanciare le braccia, lanciare le gambe… Preferirei niente piuttosto che qualcosa… Non nascondere niente, non ingannare chi guarda, non invocare catarsi, non cedere al racconto… Preferirei niente piuttosto che qualcosa… I corpi sono là, aperti allo sguardo, pronti al contagio, in uno spazio nudo, in un campo sconfinato, in un deserto d’occhi… Preferirei niente piuttosto che qualcosa…

Antonella Ciappetta, danzatrice e coreografa, studia al National Ballet di Toronto. Lavora con la compagnia diretta da Eric Brhun, l’ATER Balletto diretto da A. Amodio, con il Balletto di Roma diretto da W. Zappollini e F. Bartolomei e in alcune coreografie di L. Cannito. Tra le altre cose dirige l’A.D.A.C. con Dante de Rose.
Luigi Chiarella, attore. Ha lavorato a lungo con il gruppo Rossosimona. Nel 2003 ha recitato nel Romeo e Giulietta diretto da Nikolai Karpov.
Dante de Rose, attore e regista. Ha lavorato con il Centro RAT di Cosenza, con il Teatro Setaccio diretto da Otello Sarzi Madidini. Nel 1995 fonda il Teatro della Ginestra, di cui è direttore artistico.
Ernesto Orrico, studia recitazione al Centro RAT/Teatro dell’Acquario. Ha studiato con Mariangela Gualtieri e Cesare Ronconi, Lyudka Ryba, Romano Colombaioni e Francesco Scavetta. Ha lavorato Teatro Rossosimona, Scena Verticale e Centro RAT – Teatro dell’Acquario. Dal 2003 lavora con il Teatro della Ginestra.

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