Un po’ di storia La storia di Parigi affonda le sue radici intorno alla fine del III sec. a.C. Un antico villaggio di pescatori, i Parisii, abitava l’Ile de la Cité. La Senna rappresentava infatti un’importantissima risorsa da sfruttare con le sue paludi (i marais), le sue foreste e le sue isole. Canoe appartenenti ad epoca anteriore (quando l’aera era nota come Lutetia/Lutezia) sono state ritrovate successivamente insieme a reperti molto risalenti (4500 a.C.). Dopo la conquista romana, sotto la dominazione dei Franchi e del re Clodoveo (508), Lutetia cambiò la sua denominazione in Parigi e divenne capitale della Francia. In epoca medievale la città assurse a importante centro culturale e artistico sotto il magistero della Chiesa che contribuì al suo arricchimento, non solo dal punto di vista artistico/culturale, ma anche in termini economici. A quell’epoca, infatti, si fa risalire la costruzione della cattedrale di Notre Dame, della Saint-Chapelle (1248) e della Sorbonne (1253), università che attraeva illustri ingegni da ogni donde. La bonifica di zone paludose e la costruzione di grandi opere quali il Louvre, allora fortezza sulla Senna, fece di Parigi una città prospera e in continuo fermento. Si ebbe una notevole espansione da ogni punto di vista. La prosperità cessò con la guerra dei cent’anni contro l’Inghilterra. Culminata con la sconfitta dei francesi ad Angicours, portò la città allo sfacelo. Fu grazie all’ardore e al coraggio di una ragazza allora diciassettenne, Giovanna d’Arco, se Parigi sconfisse gli inglesi ad Orléans. Purtroppo la storia di Parigi è segnata da altri conflitti, in nome della religione. Ugonotti, cattolici e monarchia si affrontarono in sanguinosi scontri. Tristemente nota è la cosiddetta notte di Bartolomeo (23-24 agosto 1572), in cui vennero uccisi 3000 ugonotti che festeggiavano le nozze tra Enrico di Navarra e la sorella del re Margherita di Valois. Nel 1661 salì al trono Luigi XIV e con la sua ascesa ebbe inizio Le Grand Siècle. Il re spostò la corte francese dal palazzo delle Tuileries a Versailles. Sfarzo, lusso e mondanità caratterizzarono quel periodo, e furono proprio gli sperperi di corte a impoverire enormemente la monarchia e a portarla al declino. Nel frattempo si diffondeva una nuova corrente di pensiero, l’Illuminismo, a fronte del nepotismo e della corruzione oramai dilagante.La Rivoluzione francese del 1789 segnò una svolta epocale: l’assalto alla Bastiglia del 14 luglio sancì il potere del popolo. Con la Repubblica nel 1791 venne promulgata la Dichiarazione dei diritti dell’uomo e del cittadino, consacrata nella formula liberté, egalité, fraternité.
Al fervore dei moti rivoluzionari seguì il giacobinismo, in un orgia di sangue e di vendetta..
Durnate il periodo del terrore di Robespierre veniva la condanna a morte di chiunque fosse sospettato di tradire la rivoluzione e i suoi principi, senza essere sottoposto al alcun processo.
Napoleone Bonaparte approfittò della situazione instabile e si impadronì del potere. Occupò il palazzo delle Tuilers. Venne solennemente incoronato Imperatore l’8 maggio del 1804 nella cattedrale di Notre Dame.
A lui si deve il Code Napoleon, la riforma scolastica e urbanistica della città.
Parigi assurse in breve tempo a capitale del mondo e a centro della cultura occidentale.
Al dominio di Napoleone Bonaparte seguì quello del nipote, che si proclamò Napoleone III con un colpo di stato.
Questi affidò al barone Georges-Eugène Haussman , prefetto della Senna nonché avvocato e funzionario, il compito di modernizzare la città. Il barone si adoperò nell’urbanistica, migliorando la rete idrica e fognaria, bonificando le zone più malsane della città e creando dei parchi stupendi.
La guerra franco-prussiana che di lì a poco scoppiò mise sotto assedio la città; solo in tempo di pace la città rifiorì lentamente.
Il periodo della Belle Epoque rappresentò la rinascita della città: gli artisti del tempo, come Renoir e Matisse, immortalarono quella joie de vivre nei loro capolavori.
Le Grand Palais e le Petit Palais, emblemi dell’Art Nouveau, arricchirono insieme ad altre splendide opere la Parigi di fine ‘800.
Le Galeries La Fayette, dall’imponente cupola in vetro colorato e ferro battuto, erano il simbolo della modernità.
Gli anni ‘20-40 rappresentarono il culmine dell’arte e della cultura.
Fervevano i movimenti artistici quali il Surrealismo e il Cubismo, mentre giungevano scrittori e nuove tendenze artistico/culturali/musicali anche dagli USA. A ricordare la prima guerra mondiale (1914-1918) la fiaccola al milite ignoto sotto l’Arco de Triomphe. Il 1940 la città venne bombardata e occupata dai nazisti. Nel 1944 Parigi festeggiò la sua liberazione.
Gli anni ’60 furono caratterizzati dalle proteste contro la guerra in Vietnam, e le rivolte studentesche sedate da De Gaulle.
La città subì un rifacimento; soprattutto quartieri come il Marais vennero restaurati.
L’opera fu completata dal programma Grand Travaux di François Mitterand. La città si arricchì di opere moderne quali l’Opera de la Bastille, la Cité de Sciences e di importanti interventi ad opere già esistenti quali la Défanse, la Grande Arche.
Oggi la città si estende su 1200 km2 e conta due milioni di abitanti. Rappresenta un importante centro industriale e le sue infrastrutture sono molto rilevanti soprattutto per i suoi collegamenti con la Germania, l’Olanda e l’Inghilterra. Essa è divisa in 20 arrondissements, distretti amministrativi, ognuno dei quali ha un proprio “sindaco”.
Il 31 agosto del 1991 vede Parigi al centro delle cronache mondiali per la morte della principessa Lady Diana e del suo compagno Dodi Al Fayed nel tunnel de l’Alma. Dalla Mercedes accartocciata verrano estratti i corpi esanimi dei due malcapitati, che cercavano, nella loro folle corsa, di sfuggire ai paparazzi.
Nel 1994 viene inaugurato l’eurostar Parigi-Londra: in poche ore l’Eurotunnel collega la capitale britannica al cuore della Francia.
Il 1998 è segnato dalla vittoria dei mondiali dalla Francia, che tra l’altro aveva ospitato la competizione.
Nel dicembre del 1999 gli uraganani colpiscono Parigi provocando la distruzione di 10000 alberi a Versailles.
Nel 2002 l’euro si sostituisce al franco francese e diventa l’unica valuta legale.
Prima di partire
Tutti i cittadini della Comunità europea possono usufruire del sistema sanitario nazionale francese.
Diverse sono le tariffe, a seconda del tipo di prestazione richiesta. Si possono ottenere dei rimborsi se si è in possesso del modello E111. Ricordate di richiederlo prima di partire, e, eventualmente di stipulare un’assicurazione (che noi non abbiamo fatto!)
Documenti d’ingresso Non è necessario alcun documento per gli appartenenti ai Paesi che hanno aderito al trattato di Schengen. E’ bene comunque portare con sé una carta d’identità valida per l’espatrio o il passaporto. A seguito degli eventi terroristici londinesi del luglio 2005, vi è stata una temporanea sospensione (circa un mese) del trattato di Schengen, per cui sono stati rafforzati i controlli alle frontiere ed è divenuto obbligatorio esibire documenti di riconoscimento validi.
Clima Il periodo migliore per visitare la città è durante la primavera-estate, quando il clima è più mite. Le temperature ad agosto (picco massimo) oscillano tra i 22 e i 25 gradi, per cui è bene equipaggiarsi con abiti un po’ più pesanti a quelli cui siamo abituati in estate qui in Italia. Il periodo più freddo è tra dicembre e febbraio. Si dice che ad ottobre è particolarmente suggestivo vedere la città prepararsi al periodo natalizio, tra mercatini, luci e colori autunnali.
Feste nazionali
Capodanno Lunedì dell’Angelo Festa del lavoro Liberazione (8 maggio) Ascensione (6° giovedì dopo Pasqua) Lunedì di Pentecoste (2° giovedì dopo l’Ascensione) Presa della Pastiglia (14 luglio) Assunzione (15 agosto) Ognissanti (1 novembre) Armistizio (11 novembre) Natale
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