Place de la Bastille.
Qui troviamo la Colonne de Juillet, sormontata dal “Genio della Libertà”. La colonna bronzea alta ben 51,5 commemora le vittime dei moti del 1830, che combatterono per il rovesciamento della monarchia.
All’interno, i resti di 504 vittime di quegli scontri e della rivoluzione del 1848. |

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| Per chi vuole leggere la storia della Bastiglia... | |
Su Rue de Lyon al nr. 120 sorge l’imponente teatro Opéra de Paris Bastille, inaugurato nel 1989, per celebrare il bicentenario della presa della Bastiglia. Esso è considerato uno dei più importanti teatri all’avanguardia con le sue cinque scene mobili. L’opera di Carlos Ott presenta una grande facciata curva in vetro al cui interno vi è un Auditorium dalla capienza di ben 2700 posti. Il soffitto è in vetro, mentre le poltrone sono nere e le pareti in granito |
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| Place de Bastille affaccia sul porticciolo, dove medie e grandi imbarcazioni di ricchi turisti ormeggiano tranquille. Molto rilassante è passeggiare lungo la banchina. |  |
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Percorriamo adesso la rue de la Bastille alla ricerca dell’antico tracciato. Alcuni resti si trovano anche sul marciapiede del Metrò. La strada, che collega piazza della Bastiglia a rue des Tournelles, annovera anche molti ottimi ristoranti. |
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Imbocchiamo rue Beauborg e ci imbattiamo in un elegante palazzo, il Musée d’Art et d’Histoire du Judaïsme.
Esso celebra la cultura ebrea attraverso la raccolta delle varie collezioni sparse in tutta la città.
Si possono ammirare oggetti religiosi, opere di manifattura artigianale, custodie per la Torah, stoffe, fotografie, documenti, dipinti, fumetti.
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| Nel quariere ebraico di Parigi è possibile gustare i biscotti caldi appena sfornati. I dolci ebraici sono buonissimi, certamente molto cari, ma degni di essere provati. |
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| Le stradine sono pieni di panifici, librerie e localini. Il venerdì sera c'è molto movimento. |
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Superiamo gli Archives Nationales per dirigerci al c, che occupa due edifici adiacenti, quello principale, l’Hôtel Carnavalet, e l’Hôtel Le Peletier, che ospita l’Orangerie.
Il museo è dedicato alla storia di Parigi; le opere ivi esposte, infatti, seguono un ordine cronologico.
L’Hôtel Carnavalet ospita:
Piano terra> Rinascimento;
I° piano> VXIII sec. - Rivoluzione francese.
Il soffitto dell’ex studio e la grande sala sono decorati da Charles Le Brun. Vi è poi una galleria dedicata a M.me de Sévigné, celebre scrittrice che visse qui fino sua alla morte.
L’Hôtel Le Peletier annovera:
Piano terra> Primo e Secondo Impero/Orangerie;
I° piano> Secondo Impero sino ad oggi;
2° piano> Rivoluzione francese. |
| Si possono ammirare la Sala della Convenzione, ove è conservato un ritratto di Georges Danton, e l’Hôtel de Wendel, sala da ballo adornata da un murale del pittore catalano José María Sert y Badia, che raffigura la regina di Saba. |
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Tra i reperti custoditi nell’Hôtel Carnavalet spicca una ciocca di capelli che sarebbe appartenuta a M.me de Sévigné. |
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Affacciandosi dal museo si possono ammirare degli splendidi giardini.
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All’interno ancora arredi quali caminetti,
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| un letto con il baldacchino. |
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| Altro cimelio è la scarpetta e il ventaglio che sarebbero appartenuti a Maria Antonietta. |
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Abbandonato il museo proseguiamo alla volta di Place des Vosges (Square Louis XIII).
La piazza un tempo era luogo deputato a tornei e giostre, basti ricordare il torneo di tre giorni con cui si celebrò il matrimonio di Luigi XIII con Anna d’Austria.
Essa è considerata una delle più belle piazze al mondo, perfettamente simmetrica, 36 edifici su ogni lato.
Qui abitarono importanti personaggi quali il Cardinale Richelieu, Madame de Sévigné e Victor Hugo. |
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Decidiamo di visitare la casa del famoso drammaturgo e scrittore francese, la Maison de Victor Hugo.
L’ingresso è gratuito e ci accoglie calorosamente un addetto del luogo. Gli italiani sono molto benvoluti!
Al secondo piano dell’ex Hôtel Rohan-Guéménée, il più grande edificio della piazza, furono scritti I Miserabili e molte altre opere.
Le stanze, ricostruite rispettando gli arredi di un tempo, conservano cimeli, scritti, oggetti vari. Osserviamo i luoghi che ospitarono lo scrittore dal 1832 al 1848, il soggiorno, lo studio, la stanza da letto.
Qui si trova anche un busto dello scrittore di Auguste Rodin. |
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Terminata la visita alla casa di Victor Hugo ci dirigiamo verso il luogo di ritrovo di F. Scott Fitzgerald ed Ernest Hemingway, l’Harry’s New York Bar, nel quartiere dell’Opéra.
Harry MacElhone, il proprietario, lo inaugurò nel 1913. |
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