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Si ringraziano Francesca Ferrari e Amerigo Anguillesi
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Nella vasta pianura senese campeggiano i ruderi dell'Abbazia di San Galgano, di stile gotico cistercense.

“Talmente forte fu l’impressione destata nei contemporanei dalla figura di San Galgano che sul Montesiepi, luogo del suo eremitaggio, fu eretto un monastero a lui dedicato. Già nel 1185, anno della sua canonizzazione, Ildebrando Pannocchieschi, vescovo di Volterra, consacrava la chiesa.

La costruzione era destinata ad accogliere la sepoltura del santo e la spada conficcata nella roccia, simbolo dell’abbandono della vita di cavaliere per il percorso spirituale.

Qualche decennio più tardi, nel 1218, si iniziava la costruzione dell’abbazia cistercense, che, assieme alla cappella di Montesiepi, ancora oggi costituisce l’insieme religioso più rilevante in ambito toscano. Nel 1262 i lavori erano pressoché compiuti; nel 1288 l’abbazia veniva consacrata. Tanto rilevante era l’importanza sociale ed economica della struttura cistercense che il Comune di Siena allacciò rapporti con i monaci; nel 1257 uno di essi, don Ugo, aveva ricoperto la carica di “camerlengo”, cioè responsabile dell’erario pubblico senese; fra Melano è ricordato per aver stipulato nel 1266 il contratto con Nicola Pisano per la costruzione del pulpito marmoreo del Duomo di Siena.

La peste del 1348 colpì duramente la comunità monastica, per cui iniziò un progressivo declino, culminato nel 1474, quando i monaci decisero di trasferirsi a Siena nel palazzo detto di San Galgano; nel secolo successivo la chiesa fu privata della copertura in piombo; né servirono a molto gli interventi di restauro del 1577; le cronache riferiscono della struttura sempre più fatiscente nei decenni successivi, finché due episodi determinarono in modo irreversibile le sorti dell’abbazia: nel 1781 crollarono le parti rimanenti della copertura, nel 1786 un fulmine abbatté anche il campanile.

Nel 1789 l’abbazia venne sconsacrata e di lì a poco trasformata in fattoria; alcuni parziali interventi di restauro, effettuati nel corso dell’Ottocento, tamponarono i danni maggiori, ma un vero e proprio intervento di ripristino fu iniziato solo nel 1926 con lo scopo di preservare, consolidandolo, quanto rimaneva della struttura originaria.

Viale per giungere a San Galgano

Abbazia di San Galgano vista dal parcheggio

Abbazia di San Galgano, viale alberato

Abbazia di San Galgano, lato destro

Facciata Abbazia di San Galgano

Particolare della facciata dell'Abbazia di San Galgano

Abbazia di San Galgano  Particolare del lato destro  Abbazia di San Galgano  Abbazia di San Galgano, particolare  Parte del giardino esterno

Navata destra all'interno dell'Abbazia di San Galgano

Interno dell'Abbazia  Interno dell'Abbazia  Interno dell'Abbazia  Unica colonnina rimasta  Finestrella

Abbazia, vista  Forno e legnaia

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Più fortunata la sorte dell’eremo di Montesiepi. La pianta della Chiesa, circolare, richiama i mausolei d’origine romana; il parato esterno alterna un alto basamento in pietra ad una zona bicroma a fasce di marmo e mattoni alternate per terminare con un ampio anello di soli mattoni. Sulla copertura venne costruita una lanterna del XVI secolo, mentre il campanile a vela appartiene al XIV secolo.

L’interno è particolarmente suggestivo per la semplicità dell’impianto e l’arditezza di alcune soluzioni architettoniche, come la cupola centrale che alterna, come all’esterno, file di pietra bianca a contrasto con il rosso dei mattoni. La pianta circolare è interrotta solo da un’abside intervallata da una stretta monofora. Al centro della rotonda spunta il masso in cui, secondo la tradizione, San Galgano infisse la spada.

All’edificio originario venne aggiunto nel 1340 un corpo rettangolare, addossato al lato nord, con volta a crociera spartita in quattro vani; il nuovo locale venne affrescato con un ciclo dedicato alle Storie della Vergine, eseguito da Ambrogio Lorenzetti e dalla sua bottega. Nella parete centrale è illustrata, nel registro superiore, una Maestà con angeli e santi; ai piedi della scena è raffigurata Eva distesa. .Nel registro inferiore è dipinta la Annunciazione.

Durante i restauri del 1966 furono recuperate le sinopie, che contribuiscono ad una lettura più approfondita del ciclo pittorico. Per quanto riguarda l’Annunciazione emergono divergenze con la versione poi realizzata a fresco: nella sinopia la Vergine appare quasi sconvolta dall’arrivo dell’Angelo e abbraccia la colonna, quasi a difendersi dall’improvvisa apparizione volgendo il volto. Tutto il ciclo è fortemente allusivo al tema della maternità che sembra riaffiorare nella figura di Eva dal ventre prominente sotto la veste leggera.

La raffigurazione della Maestà si ricollega alla visione di San Galgano che aveva contemplato la Vergine coi dodici apostoli: nella pittura di Ambrogio Lorenzetti compaiono Pietro, Paolo, Giovanni Battista, Giovanni Evangelista; le altre figure che sostituiscono gli apostoli della visione sono un pontefice (forse Lucio III che aveva canonizzato Galgano), e quattro monaci, di cui due cistercensi. La presenza di Ambrogio a Montesiepi, documentata nel 1331, conferma la datazione tarda del complesso, eseguito negli ultimi anni di attività dell’artista, prima della sua scomparsa avvenuta, quasi sicuramente nel 1348, durante la peste: da quell’anno infatti non si hanno più notizie del pittore.” >dalla targa esposta dal Comune.

Il luogo dal fascino straordinario sembra nascondere ancora dei segreti..

Ultimamente infatti sono state effettuate delle indagini metallografiche nella cappella ove si trova la spada nella roccia.

Si è rilevato come la storia di san Galgano preceda solo di qualche decennio il ciclo bretone di Re Artù e dei suoi nobili cavalieri. Ci si chiede se vi sia stata una interferenza dall’una o dall’altra parte. Ci si domanda ovvero se Galgano abbia ispirato il famoso ciclo o se siano stati i cavalieri Templari a influenzare la nascita in Toscana di un luogo importante per la ricerca del sacro Graal.

Eremo di Montesiepi visto dall'Abbazia

Eremo di Montesiepi, suggestiva visuale

stradina per raggiungere a piedi l'Eremo di Montesiepi

Eremo di Montesiepi

Eremo di Montesiepi

Eremo di Montesiepi

Abbazia di San Galgano vista dall'Eremo di Montesiepi  Spada nella roccia, nell'Eremo di Montesiepi  Spada nella roccia nell'Eremo di Montesiepi
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