21 Giugno 2010
ore 17:13
Operazione riportare in vita il mio Powerbook! 
Indispensabili: pazienza e sange freddo!
Raccomando a tutti di non ripetere i miei passaggi, ognuno si assuma le responsabilità delle sue azioni! 
Quella a seguire non è una guida! ATTENZIONE!
Era da tempo che il monitor del mio powerbook era come spento, ma con una fonte luminosa puntata contro, riuscivano a scorgersi le icone.
Dopo una breve ricerca e grazie al suggerimento del mio caro amico Alessandro, meglio conosciuto come Sterminio, ho trovato il guasto: l'inverter del monitor! ..che non è altro che una piccola schedina posta nel retro del monitor.
E quindi eccomi all'opera nell'intento di rimuovere la suddetta schedina malfunzionante.
Passo 1. La cosa più semplice: rimuovere la batteria!

Passo 2. Con l'aiuto del cacciavite TX6 (torx nr.6 dal costo variabile tra gli euro 7 e 10) svito la cornice del monitor.

Passo 3. Con l'aiuto di una leva di fortuna separo la cornice dal blocco display, sussultando ad ogni crack proveniente dalle pressioni che impongo!

Passo 4. Smembro in due, delicatamente, il monitor.

Passo 5. Et voilà, du part is megl che uan!

Passo 6. Individuo una piccola scheda da dover disconnettere affinché possa separare definitivamente la parte posteriore.

Passo 7. Con il cacciavite faccio leva sui contatti per rimuovere la scheda.

Passo 8. Accanto alla schedina di cui sopra, trovo finalmente la lunga scheda dell'inverter da dover separare anch'essa dai contatti esistenti. Questo il primo contatto...

..questo il secondo (passo 9.)

Passo, 10. Soddisfatta!
La scheda dell'inverter è nelle mie mani e posso procedere con l'acquisto della nuova.
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20 Giugno 2010
ore 23:47
Parc de la Ciutadella, un'oasi di tranquillità a Barcellona
Inviato da MoonLightCategorie [ I miei viaggi , Barcellona 2010 ]
Un bel viale alberato introduce al Parco della Ciutadella.
L'Arc de Triomf dà ingresso ad uno dei più grandi polmoni verdi della città catalana.
Lontani dal caos della Rambla ci si ritrova immersi nella natura. All'interno si trovano il Museo di Zoologia e lo Zoo.
Alberi, cascate, prati... Il parco è il luogo ideale per rilassarsi e respirare tranquillità.
Eccomi al lago!
Dal lago procedo verso la Cascata e cosa mi trovo davanti: un imponente mammuth di pietra collocato qui su iniziativa dello scienziato, geologo, speleologo e scrittore Norbert Font i Sagué!
La Cascata di Josep Fontsere che presenta svariate sculture di grandi artisti quali Pagès, Alentorn, Venanci e Vallmitjana.
Alle mie spalle il Museo di Zoologia 
Alle mie spalle, l'antico Arsenale, oggi sede del Parlamento della Catalogna.
Ho ancora tanto da raccontarvi su Barcellona, stay tuned!
Fotografie @Alessandro Sammarra.
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20 Giugno 2010
ore 23:17
Voglio condividere con voi questo artwork del mio caro amico Mat che ha reinterpretato la Luna, a suo modo!
Grazie Mat!
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19 Giugno 2010
ore 19:04
Il tempo oggi scorre troppo velocemente.
Vorrei avere l'illusione di una sosta, che sia significativa, che mi suggerisca la magia in un pomeriggio opaco. Vorrei l'aria fosse già più scura, per seguire il transito della luna…
Una pausa tra un pensiero e un altro che si insinuano tra i capelli come brezza leggera...
Le mie labbra bevono sogni ed emozioni nelle canzoni di Ivano Fossati. Sono viaggi, voli pindarici, evasioni…
Raffinate trame, perversi giochi di parole, immagini immaginifiche…
"Fissare il cielo tra le tue ginocchia, ero un campione di baci…"
"Splendono tutte le città in oriente e d'amore non parliamo più.
Ti faccio ridere e d'amore non parliamo più".
D'amore non parliamo più. 
Rivedo le tue labbra
Di ragazza
Bere sogni e birra insieme
I tuoi libri ordinati
E io fissare il cielo
Fra le tue ginocchia
Ero un campione di baci
E di bugie
Poi ho scritto canzoni
Faccio il suonatore contadino
Ma più sicuro e garbato
Seguo il transito della luna Come viene
Con la bellezza non discuto
La bellezza se ne va
Che fai lì da sola
Con questo tempo
L'aria è già più scura
Splendono tutte le città
In oriente
Ti vengo a prendere
E d'amore
Non parliamo più
Splendono tutte le città
In oriente
Ti faccio ridere
E d'amore
Non parliamo più
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19 Giugno 2010
ore 12:33
Sex & The City 2 - I do it! Cosa succede dopo che hai detto "lo voglio"?
Inviato da MoonLightCategorie [ Pellicole , Sex & The Moon , I miei viaggi , Sex&TheCity by MoonLight , Barcellona 2010 ]
Ero a Barcellona quando mi sono imbattuta nella pubblicità di Sex & The City 2.
Sexo en Nueva York, fa un certo effetto in spagnolo!

Sin da quando sono iniziati a circolare i primi rumors sull'uscita del film mi ero ripromessa di vederlo e così è stato!
Sono una nostalgica della serie televisiva, delle ragazze che parlavano di sesso con disinibizione, arguzia e intelligenza, senza essere mai volgari. Dialoghi brillanti, esilaranti per raccontare quel che non si poteva dire, troppo hot e spicy! :-)
Davvero altri tempi quando uscì la serie! Era il lontano 1998. Capelli vaporosi, spalline ancora larghe, pantacollant e tulle…
Quattro ragazze single senza meta né obiettivi, solo loro, e New York da percorrere in lungo e in largo con scarpe da 400 dollari!
I do it!
Cosa succede dopo che hai detto "lo voglio"?
La risposta dovrebbe essere il perno intorno a cui ruota il sequel di Sex & The City, tratto dall'omonima serie televisiva.
E così Carrie lamenta la vita matrimoniale con Mister Big. L'uomo che ha sognato tutta la vita le promette un futuro matrimoniale seduti su un divano davanti ad un televisore.
Charlotte, che ha sempre desiderato la maternità e che ha due splendide bambine è sull'orlo di una crisi di nervi…
Miranda e Samantha, forse, sono le uniche che non hanno di che lamentarsi.
La prima abbandona il lavoro e si dedica alla famiglia, la seconda non ha cambiato di neppure una virgola i suoi vizi anche se giorno per giorno lotta con l'età che avanza!
Qualche battuta simpatica e l'esibizione, esilarante, di Liza Minnelli sulla scorta di Single Ladies di Beyoncé danno un tocco di colore ad un film piuttosto opaco. Compare anche Penelope Cruz nel ruolo di Carmen Garcia Garron e Alice Eve, la tata di Charlotte.
Ma dove sono finite le ragazze di New York che parlavano di sesso, che svisceravano quei problemi di cui nessuno osava parlare perché non si poteva?
Sesso, sesso e ancora sesso, e un'amicizia che faceva da collante.
Le ragazze non parlano più di sesso, rimpiangono la vita da singles ma ritornarno sui loro passi, perché non possono fare a meno dei loro uomini.
C'è del buono quando Carrie dà una sferzata al suo matrimonio, per impedire che la sua con Big non finisca per diventare una coppia spenta, monotona, pantofolaia.
Manca la freschezza della serie tv, che già si era sciolta come neve al sole nel primo Sex & The City.
Se non fosse per la scena nel Souk di Abu Dhabi in cui a Samantha dà il meglio di sé!
Irriverente, senz'altro, ma non penso offensiva più di tanto, non quanto hanno obiettato i critici!
In fondo, cosa ci si poteva aspettare da una donna single e disinibita quale è Samantha?
Onnipresente, invece, lo sfarzo e il lusso dell'upper class di Manhattan che è letteralmente ridicolizzato nel viaggio delle ragazze ad Abu Dhabi (quest'ultima parte del film è stata girata nel più tollerante Marocco). Il film, infatti, doveva essere girato a Dubai, ma la sceneggiatura e il titolo della pellicola hanno ricevuto il diniego delle autorizzazioni a girare nell'emirato del Golfo Arabo.
Davvero superficiale questa fase finale del film, peraltro anche molto banale, oltreché falsato.
Le ragazze non dovevano certo attendere gli Emirati Arabi per vedere una donna col burka mangiare le patatine da sotto il velo.. è capitato anche a me, nella più vicina Europa!
Ritorneranno le ragazze di Manhattan a parlarci di sesso e della grande mela?
Forse, ritornando allo spirito autentico della serie tv, sarà possibile recuperare quella smaliziata spontaneità che ha tenuto incollati ai teleschermi milioni e milioni di spettatori!
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19 Giugno 2010
ore 11:40
La Sagrada Familia: il fascino di un'opera in divenire, volutamente incompiuta.
Inviato da MoonLightCategorie [ I miei viaggi , Barcellona 2010 ]
Un'opera dal fascino indiscusso la Sagrada Familia, capolavoro dell'architetto Antoni Gaudí.
Appena entrati si prova una strana sensazione… vedere le mani degli operai e dei restauratori sul Tempio Espiatorio della Sacra Famiglia fa uno strano effetto.
Delude che non si possa accedere all'altare e alla Tomba di Guadì, collocata nella prima cripta. Sembra sia stata volutamente messa a riparo dalla ressa dei turisti e dei curiosi che avrebbero potuto danneggiarla.
Ma ancora una volta la mia attenzione è state ripagate!
Non mi sfugge proprio nulla! 
Ho scorto, infatti, la tomba di Gaudí tramite una apertura nel Museo Adiacente.
Eccomi nel passaggio interno alla Basilica, percorso obbligato per accedere alla struttura adiacente, appositamente costruita per i figli di coloro che lavoravano all'opera e che oggi ospita un gruppo di studio.
Un'opera grandiosa, iniziata nel 1882 e che forse terminerà nel 2030. Il condizionale è d'obbligo, date le peripezie che ne hanno attraversato la realizzazione.
Se si va in visita a Barcellona entrare nella Basilica è d'obbligo, nonostante l'interno rassomigli più a un cantiere piuttosto che a un luogo sacro.
Però, se si sollevano gli occhi al cielo, anche il rumore assordante si dissolve, e si può apprezzare la maestria dell'eccellente architetto catalano.
Il Tempio della Cristianità si svela in tutta la sua maestosità.
Le Facciate di cui è composto: Facciata della Natività, della Passione e della Resurrezione, che Gaudí ha voluto emblematicamente consegnare ai posteri.
Dinanzi alla Facciata della Passione:
..più nel particolare, con le torri a vista:
I portici sono magnifici, così come le facciate e il rosone centrale, magnificamente mosaicato.
Piacevole poter apprezzare i progetti e l'evoluzione dell'opera, vedere, sebbene in un disegno, la stanza che ospitò Guadì, i suoi modelli che vengono restaurati e quelli costruiti da equipes predisposte ad hoc.
La Sagrada al completo annovererà ben diciotto torri.
Sulla sua figura aleggiano tanti misteri. Morì investito da un veicolo in pieno centro, a Barcellona. I soccorritori non lo riconobbero, pensavano fosse un mendicante e lo portarono nell'ospedale della Santa Croce, un ospizio per i poveri. Solo il giorno dopo fu riconosciuto dal cappellano della Sagrada Familia.
L'architetto di Dio aveva deciso di vivere secondo la regola francescana, in assoluta povertà.
La proposta di una sua beatificazione fu bocciata dalla Chiesa.
Per quanto talentuoso, non rappresentava l'emblema della santità.
Nel corso di una trasmissione di Voyager, dedicata, si disse che qualche
tempo prima dell'incidente avrebbe incontrato l'Abate di Rennes le Chateau Berenger
Sauniere, che doveva dargli qualcosa che era stata trovata nella chiesa
della Maddalena. Lo stesso Gaudí l'avrebbe poi sepolta in una seconda
cripta.
Altre fonti, invece, parlano di un inconfessabile segreto, che gli sarebbe
costato la vita.
Simbologie esoteriche, simbologie cristiane... impossibile dipanare la matassa. Quel che è certo è che tutte le grandi opere sono avvolte nel mistero, che accresce ancor di più il loro fascino.
Chissà se a lavori terminati Antoni Gaudí potrà dirsi soddisfatto…
Ho altre sue opere da mostrarvi, lo farò in prosieguo!
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18 Giugno 2010
ore 18:21
"Bisogna ricominciare il viaggio. Sempre." Buena suerte José!
Inviato da MoonLightCategorie [ Letture dell'anima ]
Si dice che ogni persona è un'isola, e non è vero, ogni persona è un silenzio, questo sì, un silenzio, ciascuna con il proprio silenzio, ciascuna con il silenzio che è.
Quanto è vera questa affermazione.
Lo sapeva bene José Saramago.
Ricordo ancora un passo di "Cecità", che rappresenta, per così dire, il prologo di un'altra sua efficacissima opera, il "Saggio sulla Lucidità".
"C'era un vecchio con una benda nera su un occhio, un ragazzino che sembrava strabico [...] una giovane dagli occhiali scuri, altre due persone senza alcun segno visibile, ma nessun cieco, i ciechi non vanno dall'oculista".
Romanzi carichi di passione, di accusa.
Non a torto "Cecità" è stato definito un capolavoro.
"Storia dell'assedio di Lisbona", un altro dei tanti bei scritti (quelli degli anni '80 per intenderci) forse ancor più disincatati e maturi dei primi.
Non posso non fare menzione alle sue opere, perché è proprio in quei romanzi che traspone il suo sentire, la sua concezione della vita.
Sembra di vederli i personaggi di Saramago, con i suoi stessi occhi… quegli occhi inquisitori di chi indaga l'animo umano e lo mette a nudo in personaggi di fattezze ed estrazioni sociali diversi. Lo fa con ironia lo scrittore, sempre sottile, delicata, mai offensiva.
E con la stessa ironia affrontava la quotidianità.
Saramago non aveva paura di parlare, di denunciare, di schierarsi. Cosa rara oggi giorno, visto che l'ambiguità e la connivenza la fanno da padrone.
Il poeta e scrittore portoghese non obbediva a nessuno se non che a se stesso e alla sua logica.
Un esempio chiaro e trasparente di correttezza e di coerenza.
Ci lascia una grande eredità, Saramago, che è racchiusa efficacemente in questa sua citazione:
"Sapremmo assai di più della complessità della vita se ci fossimo applicati a studiare con determinazione le sue contraddizioni, invece di perdere tanto tempo con le identità e le coerenze, le quali hanno il dovere di spiegarsi da sole."
Le contraddizioni, nella loro complessità, sanno essere molto più esplicative delle parole semplici, di quelle che, come amabilmente asseriva, "non sanno ingannare".
"Bisogna ricominciare il viaggio. Sempre." Buena suerte José!
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17 Giugno 2010
ore 21:57
Per il rientro dalla fortezza di Montjuïc ho preferito la funicular dalla stazione metropolitana Paral-lel, anziché la teleferica... 
Scendendo alla volta del porto mi sono imbattuta nel Fem Festival Paral-lel, una grandiosa manifestazione che prevede molte attività oltre alla buona musica!

I preparativi per la serata fremevano, posso dire che è stato un evento eccezionale! 
Alla fine della Rambla, il Porto vecchio.
Attraverso la passarella di legno, la Rambla del Mar.

I pescatori sono perle rare, solo lussuosi yatch e turisti distratti.

I gabbiani sono ad un passo da me, sulla banchina. Non li disturba il ciarlare della gente e la confusione, sembrano abituati.
Mi piace mescolarmi ai turisti e restare ad osservare quel flusso continuo di persone che sostano il tempo di una foto e vanno via.
Dalla Rambla del Mar si arriva fino al Port Vell (Moll de España), dove si trovano molti luoghi di svago. Tra questi l'Imax con i suoi schermi cinematografici l'acquario, il piú grande d'Europa e il centro commerciale Maremagnum.
Proseguendo più innanzi vi è un intero viale dedicato alla pittura..
Ogni artista espone delle opere fantastiche! Ciascuno ha una sua tecnica, potrei stare ore a raccontarvi a quali meraviglie ho assistito mentre passeggiavo.
Tecniche pittoriche davvero geniali! 
Che carina questa statua, non ho resistito a fare conoscenza.. 
...e a ritornare al Porto, in un pomeriggio assolato... 
Alla prossima! 
Fotografie ©Alessandro Sammarra.
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17 Giugno 2010
ore 13:48
A venti chilometri da Barcellona, un grazioso comune catalano, Sabadell.
Nei suoi vicoletti, nei monumenti e nelle chiese è palpabile l'influenza visigota e araba.
Davvero una bella città, tranquilla, ricca per il passaggio che si ebbe nel XIX secolo da paesino agricolo a solida realtà industriale.
Eccomi appena arrivata, seduta su una panchina in una delle piazze principali!
Davvero piacevole passeggiare. Rispetto a Barcellona fa lievemente più fresco!
Il Comune. Tutte in fila le bandiere: Europa, Catalogna, Spagna,a Sabadell. La prima alla vostra sinistra, quella a strisce bianca, verde e gialla, rappresenta la città.

Che strana situazione! Guardate un po' che panchina lunga.. Ce n'erano tante in Plaza del Ayuntamiento! Erano il luogo di ritrovo preferito dagli anziani, davvero simpatici messi così tutti in fila!
Nel Carrer de la Rosa, lateralmente alla piazza, sorge la Chiesa di Sant Felix, su progetto dell'architetto Joan Garrido. Bellissima al suo interno.
Questi sono solo alcuni cenni alla cittadina catalana che, tra l'altro, ha dato i natali a Daniel Pedrosa e Marc Gené!
Offre davvero tanto altro ai suoi visitatori.
Se vi trovate Barcellona dedicate un pomeriggio a Sabadell, ne vale la pena!
Fotografie ©Alessandro Sammarra.
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16 Giugno 2010
ore 20:16
Una città-giardino magica e fiabesca: il Parc Güell
Inviato da MoonLightCategorie [ I miei viaggi , Barcellona 2010 ]
Eccomi al Parc Güell, un magnifico polmone verde nel cuore della città catalana!
Progettato agli inizi del Novecento e realizzato da Antoni Gaudì su commissione del mecenate-industriale Eusebi Güell, la città-giardino è annoverata nell'elenco dei patrimoni dell'umanità dell'Unesco.
Accedendo alla parte alta, si può ammirare una magnifica balconata decorata.
Il sole, illuminando i mosaici, fa risaltare ancor di più la vividezza dei colori.
Una visuale da poco lontano fa comprendere la grandiosità delle opere. Si può cogliere la bellezza dei gargoyles poco sopra le colonne...
Eppure, nonostante l'imponenza della realizzazione, tutto si fonde armonicamente con la natura diventando un tutt'uno.
In cima alla scalinata principale la salamandra, uno dei simboli di Barcellona, emblema del fuoco e dell'alchimia.
Non ho resistito a rivisitare il parco una seconda volta, davvero lo merita!
Visuale dall'alto, percorrendo una delle innumerevoli gradinate...
..fin quando non mi imbatto in una coppia di turisti desiderosi di un souvenir!
Da soggetto delle foto a protagonista, anche se dietro l'obiettivo! 
Ale, sempre attentissimo, ha colto e mi ha immortalata!
A risentirci presto, sempre sulle tracce delle meraviglie di Barcellona!
Fotografie ©Alessandro Sammarra.
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16 Giugno 2010
ore 20:06
Poesia e Musica OcchiettiNeri 2010, i video in streaming sul Portale!
Inviato da MoonLightCategorie [ Associazione Socio-Culturale OcchiettiNeri ]
Sono lieta di annunciarvi che i video della serata di Poesia e Musica OcchiettiNeri 2010 sono stati pubblicati sul Portale!
http://www.occhiettineri.it/Iniziative/cult_concorsopoesia2010videofoto.php
..e vi ritroverete rapiti da un crescendo di emozioni, sulla scia dei versi e delle melodie, per scoprire i protagonisti di un grandioso, magico evento!
Buona visione!
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15 Giugno 2010
ore 19:54
Barcellona è una città dalle molteplicite sfumature...
Non c'è da stupirsi, dunque, se è possibile cambiare scenari tanto repentinamente quanto decisamente.
Dal cuore della metropoli, dai quartieri antichi, dal barrio gotico, centro culturale e politico della città, mi sposto verso il porto.
A mano a mano che mi avvicino mi sento come investita da profumi diversi... Dal mare, da quella brezza leggera che ti fa dimenticare il caos cittadino... Si dimentica persino di esserci, tanto è suggestivo il passaggio.
La modernità e la mondanità non tangono in alcun modo il fascino di un quartiere popolare. Così accanto agli yatch puoi imbatterti in un marinaio, da gente umile che non sa di rendere quel posto davvero speciale, denso di emozioni.
Eccovi la modernità che però non stride, non eccessivamente...
Il bagnino è vigile ad avvertire sul pericolo meduse, lo fa in tutte le lingue tranne che in italiano, ed è meglio così... Non c'è cosa più bella che sentirsi straniero e destreggiarsi abilmente un po' in tutte le lingue!
Guardate un po' cosa si sono inventati dei ragazzi di strada per sopravvivere alla giornata, delle vere e proprie sculture di sabbia!
Come non cedere alle lusinghe della calda sabbia finissima?
Cammina cammina guardate un po' dove sono arrivata!
Ne è valsa la pena, ma era ora di rientrare... c'è veramente troppo da vedere a Barcellona per rilassarsi...
Mi concedo un ultimo bagno di sole!
Eppure non ho resistito a ritornare, ho ceduto al mare, ai gabbiani, a quella autenticità che solo in un posto del genere può ritrovarsi...
..già, perché ho rivisitato Barceloneta inoltrandomi, ancora una volta, nel suo quartiere caratteristico e che resiste alla "colonizzazione" dei turisti che invece avviene qui sulla spiaggia!
Alla prossima!
Fotografie ©Alessandro Sammarra.
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14 Giugno 2010
ore 19:02
Montjuic, il fascino di luogo senza tempo a Barcellona
Inviato da MoonLightCategorie [ I miei viaggi , Barcellona 2010 ]
Eccomi di rientro da un entusiasmante viaggio a Barcellona! 
Inizierò a raccontarvi del Castello di Montjuïc, dal catalano Mont dels Jueus, monte degli ebrei. Qui, infatti, molto probabilmente sorgeva un cimitero ebreo sulla montagna. Prigione, fortezza, questo luogo racchiude una magia particolare, da vivere appieno nei suoi giardini, nelle mura possenti, in quell'odore caratteristico da cui si sprigiona il senso della storicità e del trascorrere delle epoche.
Da qui si può ammirare una splendida visuale di Barcellona..
...una favolosa vista panoramica, immersi nella tranquillità del verde e dell'azzurro del mare. Il caos metropolitano è messo a tacere...

Se ci si addentra nelle mura si avverte il fascino dell'antico, del mistero di un luogo che ha visto avvicendarsi tante epoche storiche...

Mi piaceva inerpicarmi nei luoghi meno affollati, scoprire angoli visuali che passavano inosservati ai più...
Da queste rampe si accede alla sommità..

...un'area di ampio respiro per affacciarsi su tutta Barcellona! 

Non posso non rilassarmi per respirare il fascino di Montjuic, un posto senza tempo...

Ho ancora tanto da raccontarvi su Barcellona...
¡Hasta la vista!

Fotografie ©Alessandro Sammarra.
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14 Giugno 2010
ore 18:44
OcchiettiNeri su Il Quotidiano della Calabria
Inviato da MoonLightCategorie [ Associazione Socio-Culturale OcchiettiNeri ]
Dicono di OcchiettiNeri... 
Su Il Quotidiano della Calabria dell'8 giugno un articolo relativo a Poesia e Musica OcchiettiNeri 2010, pag. 22.
Cliccate qui, trovate l'articolo nella sua interezza.
Buona lettura!
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06 Giugno 2010
ore 20:13
Il mio articolo su Calabria Ora, oggi, pagina 21.
E’ di qualche giorno fa l’appello di Lino Banfi apparso
sulle pagine de Il Corriere della Sera per salvare Laura Antonelli. La famosa
attrice, ormai sola e con una pensione di 510 euro al mese, vive in uno stato
di isolamento e di profonda solitudine.
La risposta non ha tardato ad arrivare. Il ministro Bondi ha
prontamente sottoposto il caso al Premier e al sottosegretario alla Presidenza
Gianni Letta. Da Palazzo Chigi la macchina istituzionale si è immediatamente
attivata per far partire il riconoscimento della legge Bacchelli, varata
nell’agosto del 1985, che prevede l’assegnazione di un assegno straordinario
vitalizio a quei cittadini che si siano distinti nell’arte, nella cultura e
nello sport e che versino in uno stato di indigenza.
Ma cosa ne è stato di quell’attrice dalla prorompente
bellezza, oggetto del desiderio di giovani e meno giovani protagonista assoluta
in “Malizia” di Salvatore Samperi e “L'innocente” di Luchino Visconti?
Che abbia rappresentato un’epoca è fuori di dubbio.
Altrettanto palese è che è congruo e doveroso fare, all’interno delle categorie
arte,cultura e spettacolo, degli opportuni distinguo.
Non è ben chiaro quale arricchimento l’attrice abbia
apportato al nostro Paese, per quanto il suo fascino sia indiscusso!
Certamente, non ha interpretato ruoli significativi in film di spessore
culturale, né la sua vita è stata esemplare e rappresentativa della italianità.
Viene immediatamente da interrogarsi sul destino della
cultura, quella con la C maiuscola, dopo che lo Stato ha stabilito di cessare
di concorrere al finanziamento di enti, istituti, fondazioni e altri organismi
che del sapere hanno fatto il loro fondamento e obiettivo. 232 organismi in via
d’estinzione!
Piuttosto che incentivare il futuro si pensa a perpetuare la
logica dell’assistenzialismo e del “parassitismo”! E’ questa l’immagine che
viene fuori da questa triste e grottesca vicenda.
Verrebbe poi da chiedersi perché lo stesso Lino Banfi non si
sia attivato personalmente al fine di contribuire al mantenimento della sua amica
e collega. Sicuramente ne avrebbe avuto ben donde!
L’attrice non ha chiesto nulla, sia chiaro, ma ha comunque
comunicato tramite il suo avvocato, che di certo dovrà pur vedersi corrisposta
una parcella.
Dispiace per l’attrice, per il suo declino artistico e
umano, per il suo progressivo crollo e abbandono all’alcol e alla droga, dopo
un disastroso intervento di chirurgia plastica.
D’altra parte, viene in mente la celeberrima favola di
Esopo, “La cicala e la formica”. Chiusa la parentesi della “bella vita”
-impossibile ai comuni mortali- l’attrice ha pagato a caro prezzo le
conseguenze delle sue scelte, senz’altro discutibili.
Tuttavia, per l’irragionevole durata del processo per droga,
lo Stato ha corrisposto a Laura Antonelli un risarcimento di 108 mila euro,
interessi esclusi. Correva l’anno 2007 e l’attrice percepiva una cospicua somma
in denaro che lo stesso Ministero della Giustizia aveva ritenuto troppo
elevata. Reclamo poi bocciato.
L’umana pietà non conosce pregiudizi, sia chiaro.
Eppure ci si chiede da dove perverrà il vitalizio avanzato a
gran voce da Lino Banfi.
E da chi, se non dalle nostre tasche, da chi conduce una
vita di sangue e sudore, lavorando sodo, pagando le tasse per poi non vedersi
corrisposta neppure quella stessa pensione che la signora Antonelli percepisce
mensilmente!
Quanta generosità con i soldi altrui… Facile fare
beneficenza senza mettersi le mani in tasca! Davvero troppo semplice chiedere e
dare senza metter mano al proprio portafoglio. Non c’è limite all’ipocrisia che
ormai regna sovrana nel nostro Paese.
Quanti sono i pensionati italiani che vivono nel terrore di
essere sfrattati e che mantengono un’intera famiglia con un solo stipendio,
senza, peraltro, aver mai conosciuto il minimo agio?
Purtroppo l’onestà è diventata un crimine.
Se dignità e decoro devono essere, lo siano per tutti!
Data l’immediatezza del riscontro ricevuto, che lo stesso
Lino Banfi sottoscriva un appello, stavolta, però, per salvare dall’indigenza
milioni e milioni di famiglie che tirano avanti a stento, col sudore della
fronte, tra rinunce e sacrifici.
Con buona probabilità vedremo Laura Antonelli seduta in
qualche salotto buono, ospite di un talk-show a raccontare delle sue
disavventure, mentre l’autostima degli italiani e il loro tenore di vita colano
a picco!
Per tutta la rassegna stampa cliccate sul link di seguito:
http://www.occhiettineri.it/Rubriche/rassegnastampa.php
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06 Giugno 2010
ore 00:55
Poesia e Musica OcchiettiNeri 2010, le foto online!
Inviato da MoonLightCategorie [ Associazione Socio-Culturale OcchiettiNeri ]
Per i miei lettori trepidanti, per gli amici, i poeti, per gli OcchiettiNeri tutti...
A Voi, le fotografie ufficiali di Poesia e Musica OcchiettiNeri 2010, a cura di Alessandro Sammarra.
Una preview!
Fasi iniziali..
..e conclusive, con la premiazione...
Per tutte le altre foto, cliccate sul link di seguito:
http://www.occhiettineri.it/Iniziative/cult_concorsopoesia2010videofoto.php
Buona visione!
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05 Giugno 2010
ore 01:45
Primi scatti da "Poesia e Musica OcchiettiNeri 2010"
Inviato da MoonLightCategorie [ Associazione Socio-Culturale OcchiettiNeri ]
Ecco i primi scatti da "Poesia e Musica OcchiettiNeri 2010".
Fasi iniziali di apertura serata...
Premiazione di Giuseppe Rocco Greco, per la sezione "Una Poesia per Amnesty"
Riprendono i lavori...
Una serata magnifica, in cui Poesia e Musica, muse gemelle, hanno dominato la scena.
Un sentito ringraziamento a tutti!
Le foto che avete visto sono © Alessandro Sammarra.
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04 Giugno 2010
ore 13:01
Uno scatto rubato durante le prove a Teatro...
..a cura di Alessandro Sammarra.
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03 Giugno 2010
ore 23:51
Il Corto-Festival OcchiettiNeri in tv!
Inviato da MoonLightCategorie [ Associazione Socio-Culturale OcchiettiNeri ]
Oggi è andato in onda il servizio sul Corto-Festival OcchiettiNeri a cura del bravissimo Francesco Stratico', trasmesso su Ten e 7 Gold Calabria.
Eccovi il link pubblicato su Youtube da Telecosenza.
Buona visione!
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02 Giugno 2010
ore 23:35
Non posso esistere senza di te. Mi dimentico di tutto tranne che di rivederti: la mia vita sembra che si arresti lì, non vedo più avanti. Mi hai assorbito.
Inviato da MoonLightCategorie [ Dedicated , Letture dell'anima , Musica per il mio cuore ]
John Keats è un poeta inglese trai più illustri esponenti del Romanticismo.
Sembra che i suoi versi, di recente, siano stati riportati in auge nel film "Bright Star" della regista neozelandese Jane Campion in cui si narra degli ultimi tre anni di vita del poeta.
Io ricordo ancora la sua lapide tombale. Mi colpì quell'iscrizione:
"Qui giace uno il cui nome fu scritto sull’acqua".
Tra i suoi versi questa bellissima poesia di intenso lirismo che racchiude l'amore passionale, "egoista", totalizzante.
"Non posso esistere senza di te.
Mi dimentico di tutto tranne che di rivederti:
la mia vita sembra che si arresti lì,
non vedo più avanti.
Mi hai assorbito.
In questo momento ho la sensazione
come di dissolvermi:
sarei estremamente triste
senza la speranza di rivederti presto.
Avrei paura a staccarmi da te.
Mi hai rapito via l'anima con un potere
cui non posso resistere;
eppure potei resistere finché non ti vidi;
e anche dopo averti veduta
mi sforzai spesso di ragionare
contro le ragioni del mio amore.
Ora non ne sono più capace.
Sarebbe una pena troppo grande.
Il mio amore è egoista.
Non posso respirare senza di te."
Ancora suoi versi...
"Sospirami qualche parola di fuoco!
Sorridi come se quelle parole mi bruciassero,
stringiti a me come una che ama, o baciami,
e nel tuo cuore seppelliscimi!
Please, amami sul serio!"
Le impressioni sensoriali che ne scaturiscono, il tatto, la vista, l'olfatto, scombussolano e disorientano...
E' un poeta di acqua e di fuoco Keats, che sa raccontare anche la bellezza dell'amore e la purezza dei sentimenti.
Leggo le sue poesie in scia ad "Ombre e Luce" di Ivano Fossati...
"Voltati per un bacio anche distratto a bassa voce
sono tutti sogni
solo sogni
ombre e luce."
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