09 Gennaio 2010
ore 21:36
La clandestinità della società civile: rivolta degli immigrati a Rosarno
Inviato da MoonLightCategorie [ Attualità ]
A Rosarno la rivolta degli e contro gli immigrati va ben oltre la nostra immaginazione.
Gli articoli e i filmati trasmessi dai media parlano da sé, la violenza e il razzismo sono il minimo comune denominatore di queste ultime, tristi, giornate.
Ed è stata tanta la tristezza che ho avvertito questo triste pomeriggio di gennaio.
Mentre l'intera città era a caccia dell'ultimo saldo, della buona occasione, in piazza si manifestava per gli immigrati.
Forse, forse non passa il concetto che queste persone sono essere umani, prima ancora che essere etichettati come il 10% del nostro pil.
Non so cosa stia accadendo in questa nostra società ammalata di benessere, dove siano finiti i valori, il rispetto, la necessità e il senso civico di dover scendere in piazza per riaffermare dei diritti negati a chi già proviene da una situazione di disagio.
Io penso agli immigrati che lavorano per 15 euro al giorno, che si spaccano la schiena per portare sulle nostre tavole arance e mandarini, che lavorano nell'edilizia, sfruttati perché clandestini, che osano ribellarsi alla 'ndrangheta, che hanno il coraggio di chiedere rispetto per la loro DIGNITA'.
Ricordiamo tutto questo nel tepore delle nostre case, con intorno il benessere e tutto quanto è superfluo e indispensabile.
Il riemergere dell'odio razzista con tanta veemenza fa paura, quasi a voler ricordare che certi sentimenti xenofobi sono presenti e pronti ad esplodere. Drammaticamente.
Io penso ai barconi che approdano alle nostre coste carichi di sogni e di speranze. A chi prende la cattiva strada e a chi, invece, cade nelle mani sbagliate.
Io oggi c'ero e ne sono fiera.

Fotografie di Alessandro Sammarra. Per altre informazioni, visitate il portale OcchiettiNeri
http://www.occhiettineri.it/Iniziative/collab_rosarnosenzadirittinessunapace.php
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10/01/2010, 23:05
Cara Ely...
è la prima volta che sento di dissentire su quanto da te scritto, ma tant'è...è il tuo blog non il mio. Ed è giusto che tu scriva quello che pensi, che senti. Come è giusto che ognuno abbia su cose, persone e accadimenti la sua opinione. Non è questa la sede forse più opportuna per disquisire sui gravi fatti di Rosarno e avremo tempo e modo per parlarne in maniera più approfondita, magari davanti un bel caffè, o meglio, una buona pizza. Concordo quando parli di razzismo, ma in tutta sincerità qui il razzismo non centra nulla. Qui la cosa è molto più torbida...materia da penalista...
c'è una componente mafiosa grande quanto una casa dietro quanto accaduto e solo una visione miope ed errata degli eventi impedisce di scorgere la vera matrice dei fatti. Questi immigrati sono stati strumentalizzati da chi, instillando in loro la convinzione che la gente di Rosarno (e gli italiani in genere...)sia razzista, ben sapeva che suscitare l'ira funesta della gente di colore contro la cittadinza avrebbe contribuito ad alimentare la destabilizzazione dei poteri locali (sindaco e amministrazione / Stato) a tutto vantaggio di logiche affaristiche mafiose. Lo scopo era anche quello di far vedere ai cittadini di Rosarno che c'è un'amministrazione statale (a cui i cittadini pagano le tasse) che è incapace di mantenere l'ordine pubblico e la sicurezza delle persone. Persone che hanno famiglia, una moglie, dei figli...e magari un negozietto sulla pubblica via. Davanti agli occhi ho ancora due immagini del tg. La prima è quella di alcune saracinseche abbassate di attività commerciali, con su attacato un cartello "CHIUSO PER PAURA" (evidentemente, ora, non più solo della mafia ma anche degli immigrati). La seconda, più intensa, di una ragazza di 22 anni viva per miracolo e ancora sotto shock, madre di una bambina, aggredita dagli immigrati inferociti (le hanno distrutto la macchina sbattendogliela contro un muro mentre lei era ancora dentro) e a cui non importava un fico secco che quella era solo una ragazza. Immagina se ti trovavi con la tua auto a Rosarno quel giorno. Sarebbe potuto accadere a te. Senza contare i cassonetti divelti e incendiati per strada (come se i comuni calabri non fossero già in piena emergenza rifiuti) e le auto in sosta completamente distrutte e incendiate i cui proprietari non verrano mai ovviamente risarciti. Sorry Ely, qui il razzismo non c'entra...mi dispiace che queste persone abbiano dimostrato scarsa "perspicacia" (chiamiamola così...) nel non comprendere la matrice mafiosa di quanto loro accaduto, prendendosela con ignari cittadini padri di famiglia, e dimostrando altresì, almeno nell'episodio dell'aggressione alla ragazza, una indisctibile, vergognosa e insana dose di vigliaccheria. Ma alla fine cosa hanno ottenuto? 53 di loro se non erro (e credo di non errare) sono stati arrestati e saranno espulsi (spero) dall'Italia. Restano le auto incendiate, i cassonetti divelti, le saracinesche abbassate e tanta paura nei cuori della gente del paese. I commercianti hanno abbassato le saracinesche dei propri negozi...loro avrebbero dovuto alzare quelle dei prorpi occhi e comprendere che mai e poi mai della gente semplice di paese avrebbe fatto loro del male. Di sicuro non il macellaio o il gestore del bar e tabacchi o la fioraia madre di 5 figli col negozietto all'angolo della via. A volte le cose sono esattamente come sembrano...altre volte invece no. Nel frattempo, dico solo...attenzione alle Strumentalizzazioni.
Ciao,
Fabio
12/01/2010, 18:58
Carissimo Fabio,
ad oggi gli inquirenti non escludono ma neppure hanno elementi per dimostrare che la 'ndrangheta possa avere a che fare con i fatti accaduti a Rosarno.
E' cosa nota che il consiglio comunale di Rosarno sia stato sciolto per presunte infiltrazioni mafiose e che la stessa criminalità gestisca gli affari e quindi anche la tratta degli immigrati.
D'altra parte la drammatica situazione in cui vivono gli immigrati nel nostro profondo sud non è certo una novità. La rivolta era una bomba ad orologeria prima o poi destinata ad esplodere. C'erano tutti i presupposti. Lo sapevano anche in Parlamento a novembre, tant'è che avevano definito la situazione "imbarazzante", lavandosene le mani.
Senza contare poi che con la riforma dei sussidi agricoli dell'Unione Europea oggi gli immigrati non servono più. Infatti, mentre prima il sussidio era commisurato a quanto veniva prodotto, oggi è stabilito per ogni ettaro posseduto.
L'anno scorso la BBC documentava il degrado in cui vivevano più di 600 persone. Una fabbrica dismessa la loro abitazione, priva di riscaldamento, in condizioni disumane.
http://www.youtube.com/watch?v=UDTbTih7zqs
Ancora al 2008 risale la rivolta degli immigrati che contestavano i soprusi subiti dalla 'ndrangheta, l'incendio che distrusse la ex cartiera, vera e propria bidonville dei migranti. In quel caso però l'accaduto non destò lo stesso rilievo di oggi.
Ancora il suicidio di un giovane immigrato nella stessa cartiera, episodi di ferimenti ai danni di lavoratori nei campi delle arance.
La polizia mesi fa ha arrestato un uomo senza scrupoli che sfruttava uno di questi giovani corrispondendogli per il lavoro giornaliero un misero euro.
Dunque lo Stato, le istutizioni, i cittadini tutti sapevano, ma nessuno ha mosso un dito. Ed è notorio che la criminalità prospera dove c'è miseria, abbandono, degrado.
Altrettanto sconcertanti le palesi istigazioni al razzismo.
Ho conosciuto personalmente giovani affidatisi ai barconi della speranza per costruirsi un futuro migliore, giovani che hanno lasciato una famiglia, i loro affetti, tutta una vita alle spalle.
Non è facile essere migranti e trovarsi in balia di personaggi privi di scrupoli e di coscienza.
Certo, la violenza deve essere sempre condannata, così come l'oltraggio alla dignità umana, che deve essere sempre rispettata prescindere da sesso, razza, religione.
Chissà chi rimpiazzerà i giovani immigrati, quei neri che tolgono lavoro agli italiani e portano malattie, come asseriscono taluni.
Invece le loro braccia forti e sane e lo spirito di sacrificio hanno mandato avanti la nostra economia e quella di tanti altri paesi che, a differenza del nostro, gli hanno riconosciuto parità i diritti.
13/01/2010, 03:36
Carissima Elisabetta,
i fatti di Rosarno ci indicano degli elementi ineluttabili e purtroppo tragicamente veritieri.
1) Mancanza dello stato e latitanza della legalità. Le cronache di Rosarno, sembrano quasi riesumare, alcuni episodi (con un rovescio della medaglia ancor più negativo)narrati dai meridionalisti tra la fine dell'Ottocento e inizi del secolo successivo -altresì qualche novella come ad es. "Rosso Malpelo" di Verga-.
2) I nostri territori non sono ancora attrezzati di infrastrutture adatte per accogliere e contenere questo stuolo di anime povere e raminghe, nonostante tante anime pie si stanno prodigando egregiamente per fortuna. Prendo a titolo d'esempio i miei genitori, i quali emigrati in Svizzera alla fine degli anni '50, nella loro pochezza economica ricevettero subito una casupola e un contratto di lavoro per sopravvivere e condurre una vita almeno dignitosa (seppur con tanti sacrifi di ogni tipo), per converso, quasi 60 anni dopo, nell'arretrata Calabria (rammento ai tuoi lettori che la suddetta regione deve ancora entrare in Italia, figuriamoci se si può parlare di questo territorio in veste europea!), tutto ciò non può avvenire, da un lato, per manifesta e anacronistica arretratezza socio-economica dall'altro a causa di gravissime mancanze e incompetenze politiche, soprattutto localistiche.
3)Secondo il mio modesto giudizio, gli scontri di Rosarno, mi sono apparsi più il frutto di un conflitto sociale o uno scontro tra poveri, che conseguenza di un vero razzismo. La dimostrazione dei fatti ce l'hanno fornite poco dopo gli stessi media, che si sono scagliati prima contro gli immigrati, poi contro i cittadini di Rosarno e infine contro la n'drangheta, senza aver appurato le dinamiche reali delle tristi vicende avvenute; d'altronde si da la notizia per fare audience, e nella logica del mercato visivo è il sensazionalismo che conta. Insomma mi è sembrato di rivivere alcuni documentari girati negli anni '80, quando filmavano i calabresi in azioni arcaiche, considerati spesso come personaggi esotici e primordiali, ripresi in genere sopra il classico somaro ( quando di questi simpaticissimi animali in giro non si vedeva più uno! Dove cavolo li andavano a trovare?) o che andassero a lavorare i campi, il tutto avvolto in un contesto di lerciume e di fame. Ad ogni modo, per far ritorno a ciò che scrivevo poco fa, di certo esiste, e purtroppo esisterà il razzismo a Rosarno (come in tantissime altri paesi), ma francamente quelle migliaia di cittadini onesti che hanno manifestato ieri non mi sembravano affatto razzisti, ne tanto meno si può dire che si è scorta un'atmosfera razzistica. Ciò che si è avvertito in modo distinto invece, è che entrambe le parti avessero paura. Infine, ormai è palese che la n'drangheta ha sfruttato e continua a sfruttare queste povere persone, e che per mezzo del famigerato caporalato, strutturatosi come un altro grande male sociale (iattura chiama iattura, ignoranza chiama altrettanta ignoranza)in buona parte del sud Italia, agisce come una sorta di campo di concentramento nazi-"terrona", sempre più intermediaria di tante sciagure nostrane, quali il lavoro nero, clandestinità, delinquenza e così via. Carissima Elisabetta, quest'ultima riflessione, se ponderata bene, ci porta per contro e dritto alla prima da me argomentata, e dalla quale non si può scappare, poiché rimane il postulato necessitante per antonomasia: dove cavolo sono state fino ad ora le istituzioni che dovevano vigilare su questa esplosiva situazione sociale ed economica?
Un abbraccione e baci
13/01/2010, 12:41
Carissimo Francesco,
come tu stesso in conclusione, non posso che evidenziare come i punti da te indicati non siano altro che un cerchio che finisce col chiudersi.
La rivolta degli immigrati non è che la conseguenza dell'assenza (pressoché totale) dello Stato nel territorio.
La tragica realtà di sfruttamento e di soprusi era ben nota, eppure si è dovuto attendere lo scontro finale per risolvere drasticamente la situazione.
Medici senza frontiere aveva denunciato lo sfruttamento su un'autorevole riviste scientifica, Lancet, così come eloquenti sono stati i fatti di violenza e le denunce provenienti da più parti.
Non si può negare che nell'eziologia della rivolta degli immigrati assuma peso preponderante l'assenza di scelte serie e responsabili da parte dello Stato.
La mancanza di una valida politica di integrazione ha mostrato in questa vicenda il suo più totale fallimento.
In altri paesi europei gli i immigrati vantano dei diritti ed un'efficienza di servizi al cittadino che noi qui in Calabria possiamo soltanto sognare!
Come è possibile tutto ciò?
Evidentemente, c'è qualcosa che non funziona ed è da ricercare a monte.
Infine, un plauso doveroso ai cittadini di Rosarno che hanno sfilato ieri insieme agli immigrati, dimostrando che lo stato delle cose può essere cambiato con la forza delle idee.
Un abbraccio e un bacio
05/05/2010, 16:39
C'è una Calabria migliore, più alta nel rispetto dei diritti e dei doveri di tutte e di tutti. Nel vostro piccolo
anche voi amiche ed amici di Occhietti Neri continuate a dare il meglio che la cultura
di Calabria, magnifica terra
italiana ha prodotto da sempre.
Orgoglio, tenacia, voglia di
lottare: il sale e la terra dei migranti di ogni tempo.
Un abbraccio fraterno che va
OLTRE gli spazi temporali e geografici. Avanti così!!!!
Giustizia, solidarietà, legalità, democrazia dal basso.
Mario Bolognini- Maria Denise Spinelli