10 Febbraio 2010
ore 21:30
Chéri, tratto dal libro di Gabrielle Colette, è stato portato sul grande schermo dal regista Stephen Frears.

Ambientato nei fasti della Belle Epoque, nella Parigi del 1906, capitale dell'eleganza e del fermento culturale e artistico, il film vede ricrearsi la medesima ambience di Le relazioni pericolose, che vede protagonisti il regista, Michelle Pfeiffer e il suo sceneggiatore, Christopher Hampton.
Eppure, traspare poco della città di un tempo. La cortigiana Léa de Lonval, interpretata dalla Pfeiffer calca la scena.
La pellicola si concentra dunque su due personaggi ben precisi, la seducente Michelle Pfeiffer nei panni della cortigiana e il giovane Fred Peloux (l'attore Rupert Friend) figlio di una sua collega, che ella chiama amabilmente Chéri.
Léa introduce Chéri, all'incirca ventenne, alla sensualità.
Eppure, di quell'amore non resta granché, a fine visione non rimane nulla del film. Manca (ed è ancor più grave!) la passione travolgente che tiene incollati agli schermi. Lo slancio di un giovane uomo e la travolgente sensualità di una cortigiana avrebbero potuto esser rappresentati in ben altro modo. Meno scene di nudo e più erotismo non avrebbero guastato, soprattutto quando Léa si accorge di quel che prova per Chéri.
La pellicola è ridondante. I dialoghi pressoché privi di contenuti, di incertezze, di esitazioni. L'introspezione è superficiale, quasi assente. Nonostante il fasto e la ricercatezza dei costumi e delle ambientazioni, i personaggi infatti non convincono.
Non Léa, che si lascia abbandonare senza lottare per il suo amore, il primo vero amore, il giovane Chérie; non lo stesso Chérie, un ragazzino viziato che non affascina, non trasporta.
Dov'è la passione, il romanticismo, la struggente disperazione della separazione?
C'era da immaginarsi una storia d'amore eterno, di quelle che non si lasciano scalfire né dalla differenza di età né dalle situazioni della vita.
Un buon esercizio di stile quello di Chéri, nonostante i nobili intenti e sebbene si tratti di una pellicola che reca impressi grandi nomi del cinema.
Speriamo che Fears abbia a ravvedersi, così come il suo illustre sceneggiatore, Christopher Hampton, e che riesca a portare sugli schermi qualcosa di più convincente ed emozionante.
Il trailer
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