Siamo lieti di pubblicare le foto e i video della manifestazione "CAL-ARtisti 2011", che si inserisce nel programma di Cal-Arabiya.
La mostra resterà aperta dall'otto al venti giugno, presso il foyer del Teatro Masciari di Catanzaro.

Per conoscere i  CAL-ARtisti
Il programma completo di Cal-Arabiya: Cal-Arabiya 2011
L'indice del Cal-Arabiya 2011: Indice Cal-Arabiya

 

La mostra

CAL-ARABIYA: una ponte tra la Calabria e il Mondo Arabo. L’obiettivo è l’incrocio e l’intreccio tra due culture a confronto che si mescolino e siano narrate anche secondo il linguaggio dell’arte. Tredici artisti e cinquanta opere.

Le immagini corrono impresse nella pellicola fotografica e nelle tele. I Popoli trasmigrano da un’immagine all’altra. Immigrano, emigrano come il sentire dei CAL-ARtisti, interpreti privilegiati delle comunanze e delle contaminazioni che afferiscono ai due mondi. Esplorano l’anima dei Popoli che si affacciano sul Mare Nostrum e i valori della solidarietà e dell’integrazione al fine di intraprendere un cammino comune di sviluppo.

L’arte assurge, dunque, a via maestra in cui possano confluire i Popoli e le culture che vivono sulle sponde del Mediterraneoe ne hanno ereditato la storia comune. Linguaggio immaginifico che precede e stimola la realizzazione delle idee e delle aspirazioni.

La ricerca delle contaminazioni e delle convergenze diventa elemento catalizzatore per realizzare l’auspicato incontro.

I CAL-ARtisti pongono, dunque, il sigillo del manifesto di un nuovo Mediterraneo di arte e di dialoghiche insistano per l’amicizia e la cooperazione.

Un percorso nella reciproca contaminazione di linguaggi trasversali che s’intrecciano e si completano a vicenda. L’arte e la fotografia diventano strumento ineludibile per instaurare quel dialogo con il Mondo Arabo che vede nella Calabria l’interlocutore privilegiato.

Opere che si caratterizzano per un’intensa materialità in cui incidono differenti segni e simboli, reminiscenze culturali e composite tradite dal retroterra culturale dell’artista.

Tracciati geometrici, graffi, figure aeree, eteree, quasi angeliche, un universo di simboli impresse sulla tela e sulla pellicola da mani ansiose di lasciare traccia sulle superfici di altre dimensioni artistico-culturali.

L’approccio al tema è emozionale, come si evince in “Da Terra a Terra” (Anna Rita Aprile), in cui si materializza l’avvilupparsi dell’andirivieni materico della storia dell’Uomo che procede in tondo.

Un destino comune quello dell'individuo che vive e si interroga sul suo tempo “Scambi, comunicazioni” (Rosanna Castagna). La calma e la pazienza dei Popoli del Mediterraneo emerge dalla texture del dipinto.

L’Uomo, sfiancato dalle ingiustizie e dalle protervie, compie percorsi ciclici. Divorato dalla sete di libertà, soddisfa l’affrancamento dal bisogno “La fila della sete” (Fabio Rodio).
Il cammino di due Popoli, calabresi e arabi che, per realizzare i propri obiettivi hanno sfidato e sfidano il mare “Migrantes I” (Michele Flocco) pagando con la fatica e, troppo spesso anche col sangue, il sogno di un futuro migliore.

Gli animi ribelli e le braccia forti si alimentano di sole e di sudore. Conun’esplosione materica graffiante “Inno al Sole” (Antonello Migliaccio) i Popoli rivendicano la riconsiderazione delle rispettive culture che si impongono all’attenzione mondiale per ricchezza culturale, storica e antropologica.

D’altra parte, il Mare Nostrum che abbraccia nel suo ritmo lagrandezza, la complessità, l'unità e il fascino dei Popoli che vi si affacciano, è emblema della “Sensualità cosmica(Yvonne Leone), così come promana dai poemi omerici che hanno come sfondo privilegiato il Mediterraneo.

CAL-ARABIYA è un inno ai Popoli a riunirsi in un abbraccio ideale che dia energia, forza, linfa vitale per procedere unitamente “Differenze unite” (Luca Paone). Il deserto arido e sconfinato assurge a luogo magico in cui i miraggi non dissolvono nel nulla ma si materializzano nel silenzio, ricchezza sconfinata a cui attingere per ritrovare un’identità comune “Prima dell'alba” (Antonella Giurgola).

Attraverso un percorso comune la “Contemporaneità mediterranea” (Rosalba Russo) si interseca armoniosamente, superando le asperità, come si evince dalla tecnica mista, in cui le differenze balzano agli occhi al pari dell’unitarietà degli intenti che solo l’arte può realizzare.

Uniformità che vuol dire ricchezza, come si evince dal deserto, il regno del silenzio in cui nulla non è mai uguale a se stesso “Tempesta nella quiete” ( Fabrizio Fabroni)

Tasselli di più elementi disomogenei ritrovano armonia e ordine nell’unità del multiculturalismo. Passaggi fondamentali per superare gli ostacoli che si frappongono all’integrazione “Tracce a casa mia” (Erminia Fioti).

Una diversità che vuol emergere, rompere le barriere del pregiudizio. Culture che parlano la stessa lingua del dialogo e del confronto, per una piena integrazione nella diversità, nel rispetto di sesso, razza, lingua e religione. Una convivenza pacifica e collaborativa per procedere insieme “Contini" (Alessandro Sammarra).
“L’accoglienza” (Caterina Rizzo) dei Popoli migranti rappresenta essa stessa un mezzo per rivendicare e sostenere le rivoluzioni, le lotte per la libertà e la democrazia dei Popoli Mediterranei e dei Paesi Arabi.

I CAL-ARtisti offrono al visitatore una visione globale del desiderio perenne dell’umanità di esprimere attraverso i segni dell’arte la spiritualità, le paure, le convinzioni e i messaggi di varia natura intrinseci al nostro tempo.

CAL-ARABIYA si pone, dunque, come il segno della volontà da parte del mondo dell’arte calabrese di veicolare un messaggio straordinariamente attuale ma fortemente radicato nelle eredità del passato, attraverso stili diversi realizzati con le tecniche più svariate.

La mostra collettiva e fotografica rappresenta un’autentica espressione espositrice dell’arte calabrese e un evento irrinunciabile per i cultori dell’arte.

Elisabetta Ricci


Le foto

Le foto, in ordine cronologico, ripercorrono l'intero pomeriggio: l'allestimento, la musica con Mimmo Martino dei Mattanza e Mario Lo Cascio, la poesia con la voce di Francesco Tricoli, l'inaugurazione.

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