Partiamo alla volta del Mont Saint-Michel,  uno dei siti storico-culturali più suggestivi della regione della bassa Normandia e della Francia in generale.
Saliamo a bordo del Tgv che collega Parigi a Rennes in un paio d’ore. Dopodichè vi è il collegamento con "Les Courriers bretons", pullman che in un’ora e trenta circa ci porta a destinazione.
 

La strada per giungere a Mont Saint-Michel è lunga. Molto lunga. Durante il percorso si osservano campi arati, piccoli centri abitati lungo la strada,

pascoli e verdi campagne.
Più ci si allontana dall'Île-de-France e ci avvicina alla Normandia (Bassa Normandia), più il panorama cambia rapidamente.

Le case dai tetti spioventi, la terra brulla e il cielo grigio ricordano più la Scozia e l'Irlanda... e invece siamo solo poche centinaia di chilometri da Parigi.
Dietro un ponticello e ad un piccolo dosso.. scorgiamo l’isolotto roccioso sul quale si eleva il Mont Saint-Michel, che deve il suo nome al maestoso monastero che si erge su di esso. Restiamo subito colpiti da una distesa sconfinata di terra battuta occupata da un numero impressionante di auto e pullman.

E’ spettacolare la collocazione geografica del Monastero: un’immensa baia invasa dalle più grandi maree d’Europa. Una diga lo raccorda alla terraferma. Arriviamo di mattina, giornata di alta marea.. e troviamo alcune zone intorno all'isolotto completamente

sommerse d'acqua.. mentre altre sono in fase di ritiro e alcun mezzi puliscono dai residui lasciati dall'acqua. Siamo costretti a procedere a piedi. Diversamente quando andremo via di sera.. le acque saranno ritirate (vedi foto in fondo all'itinerario..)

E’ impressionante come le acque si ritirino assai velocemente e altrettanto velocemente riaffiorino.
Si dice che le acque ritornino con la stessa velocità di un cavallo al galoppo, infatti è vivamente sconsigliato inoltrarsi sulla baia ove vi è il pericolo di sabbie mobili.

Il santuario fu eretto in onore dell’arcangelo San Michele, “capo delle milizie celesti”.
Il vescovo di Avranches, Sant’Aubert, edificò e consacrò la prima chiesa nel 709.
Successivamente, su richiesta del duca di Normandia, vi si insediò una comunità di benedettini.
 “Le mont Tombe” (questo il suo nome anteriormente) cambio durante il Medio Evo in “mont Saint-Michel au péril de la mer” (Mons Sancti Michaeli in periculo mari).
Abbazia e fortezza per resistere agli attacchi degli inglesi. Si narra che al tempo dei Galli sia Mont Saint-Michel che la roccia di Tombelaine fossero racchiuse dalla foresta di Scissy, la stessa foresta che fu letteralmente inghiottita dalle acque quando il suolo iniziò progressivamente ad abbassarsi.
Ed eccoci all'entrata principale. Ci accoglie un enorme ponte elevatoio che non ci facciamo sfuggire...

In un manoscritto del XV secolo si narra che una marea equinoziale particolarmente violenta fece venir meno della foresta.
Studi scientifici condotti dal Centro di Ricerca Archeologica d'Aleth3 e dal Centro di Documentazione degli Storici Locali di Gévezé4 hanno rivelato che si tratta più di una leggenda che di realtà.

Stradine, viuzze, vicoli caratteristici e tantissimi turisti!
Si ritiene che Mont Saint-Michel sia il sito culturale più visitato dopo la Torre Eiffel e il castello di Versailles.. Circa tre milioni di visitatori all’anno, di cui un terzo nel periodo estivo.

Il paesaggio e i siti culturali hanno attirato scrittori e pittori romantici, quali ad esempio Victor Hugo e Guy de Maupassant.
     

Victor Hugo accostò Mont Saint-Michel alla grande piramide d’Egitto, a Cheope nel deserto:
" Le Mont-Saint-Miche apparaît (...) comme une chose sublime, une pyramide merveilleuse. "
(clicca qui per visionare la Piramide di Cheope)

Dal 1979 questo posto incantevole figura sulla lista del patrimonio mondiale dell’UNESCO.
Una mirabile fusione di arte pre-romana, romana e gotica.

Sicuramente si può annoverare Mont Saint-Michel come uno dei luoghi di pellegrinaggio dell’Occidente medievale tra i più importanti, dopo Santiago de Compostela e Roma.      
Proseguiamo la nostra passeggiata nel caratteristico paesino di Mont Saint Michel.
Vi è un continuo via vai di turisti che si fermano ad acquistare souvenirs e cartoline.
E’ possibile accedere alle terrazze panoramiche ove i turisti approfittano per scattare delle foto tra le tipiche casette normanne e i balconi fioriti.
 
Ci si sofferma ad ammirare la baia, in un’atmosfera mistica e medievale, nonostante la confusione regni sovrana.
Ritorniamo al panorama e alle paludi sabbiose.
Le stradine si inerpicano fino a raggiungere l’Abbazia, tra salite e discese, feritoie e antiche case.
Un pozzo attira la nostra attenzione.
Col naso all’insù osserviamo l’abbazia che erge maestosa.

  
Mont Saint Michel offre inoltre al visitatore un’interessante ventaglio di offerte culinarie.
Famoso è il ristorante Mère Poulard, in passato luogo di alta gastronomia normanna.
 
Ripreso nel 2003 da uno chef, vi sono molte specialità da degustare: il cosciotto d’agnello, le ostriche di Cancale,
i molluschi di Granville, i frutti di mare e il maiale di Bayeux.
Sulle terrasses si possono degustare le ottime e decisamente (!) care omelettes.
Queste frittate si caratterizzano perché alte e soffici. Economica alternativa sono senz’altro la crêpes.
Prima di entrare nel monastero, godiamoci ancora il centro storico.
        
      
Il luogo sacro domina il territorio con le sue guglie e i suoi doccioni,
tra carolingio, romanico e gotico flamboyant.
Col passare del tempo i visitatori aumentano.
Ci mettiamo in fila per accedere al monastero.


Sulla sinistra si lasciano sfilare i gruppi.
L’abbazia ci colpisce per la sua struttura architettonica, per i passaggi segreti e i corridoi che si percorrono.
Per la stessa comunità di monaci che vi si è insediata è difficile conoscerli e ricordali. Molto particolare il chiostro, verde e curato.
Particolarissimi i portici a strapiombo.
Ammiriamo le volte gotiche della Sala dei Cavalieri nell'abbazia.
Il Monastero, costruito su più livelli, è un insieme di enormi stanze collegati con passaggi stretti, larghi, gradini, porte..
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Un vero e proprio labirinto. Quanto si pensa di essere giunti al termine del tour, ancora enormi sale si aprono davanti i nostri occhi.
Questo è quel che si vede da lissù. La grande strada, unico collegamento con il continente...
E questa è l'interno della "Chiesa", nel momento in cui siamo entrati si stava celebrando la Messa. Molto suggestiva.
Molto bello è anche il chiostro.
Continuando il giro all'interno del Monastero
si giunge in piccole sale affrescate, sale da pranzo
o come in questo caso (figura) in sale con enormi camini.
La foto qui accanto è stata scattata da dentro il camino e il puntino di luce è il cielo, all'uscita della canna fumaria..
Ammiriamo le altre sale..
 
      
Giungiamo nell'ultima sala. Archi, volte
e un'enome ruota che somiglia ad uno strumento di tortura attira l'attenzione di grandi e piccini.
E' il momento di uscire dal Monastero.
Prima di uscire dal paese, ci fermiamo in una chiesetta dove possiamo ammirare una splendida statua di San Giorgio e il drago. vedi anche San Giorgio e il Drago di Salvator Dalì a Cosenza, clicca qui oppure San Giorgio e il Drago a Praga (Repubblica Ceca)
Dove la mattina c'era acqua, nel pomeriggio c'è un pargheggio. Ecco il visibilissimo effetto dell'alta e bassa marea...
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