Si ringraziano Francesca Ferrari e Amerigo Anguillesi
instancabili guide e cantori improvvisati

Percorriamo la Firenze-Siena alla volta della cosiddetta “Area dei Borghi e dei Castelli”, sulla strada che conduce nel cuore del Chianti Classico.

Ci soffermiamo a leggere delle informazioni esposte dal Comune su di una targa che testualmente recita:

“L’area, antropizzata fin dall’epoca preromana, divenne a partire del X secolo il baricentro viario della Toscana medievale per la presenza della Via Francigena, principale collegamento tra l’Europa e la penisola, il cui tracciato si relazionava ad una fitta trama di percorsi etruschi e romani che ancora svolgevano la funzione di collegamento con i centri di Volterra, Firenze e Pisa. L’area fu interessata da un processo di ridistribuzione insediativa a favore delle aree collinari, su cui il tracciato della Via Francigena si articolava, con il progressivo abbandono della pianura soggetta alle frequenti inondazioni del fiume Elsa. Dalla metà del X secolo l’area, come gran parte dell’Europa medievale, fu caratterizzata dalla diffusione e frammentazione dei poteri locali rappresentati dalle famiglie nobili dei Cadolingi, Guidi, Canossiani e Gherardeschi, che possedevano numerosi castelli e curtes nel territorio, di frequente posti a controllo della Via. La ripresa del movimento di uomini e merci lungo la Via Francigena, nel XII secolo, coincise con la formazione di una diffusa rete di insediamenti e castelli e con lo sviluppo insediativo ed economico si San Gimignano, Colle e Poggibonsi.
Con l’affermarsi del nuovo tracciato della Via Francigena, nel fondovalle bonificato, si crearono le condizioni per la crescita dei centri di Castelfiorentino e Certaldo. Fra il XII ed il XII secolo l’area fu interessata dalle continue lotte tra Firenze e Siena per l’affermazione della loro supremazia politica ed economica, fino al definitivo predominio di Firenze nella metà del XIV secolo..”

Eccoci giunti a Monteriggioni, nella provincia di Siena, a metà strada fra il capoluogo e Colle Val D'Elsa.

"Perocchè come in su la cerchia tonda Monteriggion di torri si corona,
Così la proda che 'l pozzo circonda," (Inferno XXXI)

L’antico borgo è circondato da una cinta muraria perfettamente conservata eretta nel 1213.

“Nell’anno del signore 1213, indizione seconda, el mese di marzo, al tempo del signore Guelfo di Ermanno di Paganello da Porcari podestà di Siena, del signore Arlotto da Pisa, giudice ocultato, e di Ildebrando di Usimbardo camerario di Siena, questo Castello di Monteriggioni nel nome di Dio fu iniziato e quindi racchiuso completamente da mura con spese e lavori sostenuti in proprio dal Popolo di Siena”.

 

Visita e storia di Monteriggioni iniziano da questa lapide: murata in alto, sulla sinistra della porta chiamata Franca, o Romea, che si apre nel fianco sud-est della cinta muraria. Fu la necessità di contrastare l’avanzata di Firenze in un’area molto esposta, traversata dalla Via Francigena, a convincere Siena alla costruzione di questo castello: costante protagonista di eventi bellici dal XIII al XVI secolo.
Nell’agosto del 1553 le truppe imperiali alleate dei fiorentini assediarono e bombardarono Monteriggioni che finì per arrendersi: da allora, ormai non più terra di frontiera, il castello divenne una delle tante comunità rurali governate dai Medici, e, quindi, dai Lorena.
Le mura andarono progressivamente degradandosi fino a costituire cava di materiali per la costruzione di vari edifici e del sottostante cimitero: il restauro è avvenuto durante i primi tre decenni del nostro secolo.

”Ci apprestiamo a leggere l’insegna informativa della Porta Franca o Romea..

“Due grandi archi sovrapposti occupano lo spessore di questa torre fino a una intercapedine: al suo interno scorreva un cancello di ferro, rapido nel bloccare improvvisi attacchi nemici.

Non in asse rispetto al centro della porta è il piombatoio: da qui cadevano sugli assalitori proiettili solidi e liquidi.

Durante la guerra del 1229-1232 era responsabile della torre un mercenario tedesco. I difensori di Monteriggioni erano soprattutto fanti reclutati in area senese: padani o pisani erano invece i balestrieri.”

Sulla porta di ingresso Via Primo Maggio si può leggere un frammento della storia del quieto villaggio:

“Mezzo secolo fa, se avveniva molto raramente, preferendosi da tutti morire con ragione nel suo letto, di portare un malato allo spedale, si noleggiava a spese del Comune un barrocciaio, tirato da una ciucaccia che appena reggevasi in piedi, e con paglia e con cenci formando una lettiera o con più proprietà di linguaggio un covo da cani, ci si adagiava quel poveretto, che esposto al sole, all’acqua, al vento, al gelo, secondo le stagioni, con un lento cammino da impiegare dalle tre alle sette e più ore, secondo quel disgraziato trovavasi lontano, si finiva nell’ultimo che il meschino con tanti disagi e sofferenze giungeva alle porte dello spedale di Siena più morto che vivo.”
Così Amerigo Veltroni Poveretti narrava nel 1907.

Ci addentriamo e giungiamo nella piazza principale, piazza della Cisterna.

“Negli anni ’60 qui c’era cinque contadini, mezzadri, con le bestie e tutto, che avevano il podere fuori. Poderi grandi.

Uno era lì e la stalla era accanto, dove ora c’è il ristorante. In quell’altro ristorante c’era la vinaia, dove tenevano il vino. Poi gli altri erano operai agricoli, che andavano a lavorare nelle fattorie della zona. Qui, dove ora c’è l’enoteca c’era il fabbro, famoso, dove venivano a ferrare le bestie. Accanto c’era la posta, e in questo casone c’era la caserma dei carabinieri. Qui poi, in tutta la piazza e in tutto il paese non era come ora, con tutte le pietre: era tutto sterro, dappertutto. In piazza noi ragazzi, il sabato, la domenica, ci si trovava qui per giocare al pallone.”
Ricordo registrato nell’agosto 1997.

 

Sulla piazza molto suggestiva si affaccia la Chiesa si Santa Maria.

“La chiesa risale alla fine del XIII secolo e fu sede di una comunità di canonici. Presenta caratteri romanico-gotici ed è composta da una sola navata con abside. La facciata, molto sobria, è dominata da un portale sormontato da un arco; la facciata, in travertino e molto sobria, è dominata da un portale sormontato da un archivolto a sesto leggermente acuto. Più in alto spicca un occhio con cornice in laterizio, fonte di luce per l’interno assieme alle finestrelle laterali e a un finestrone gotico sulla parete di fondo.”

L’antico borgo fortificato è visitato ogni anno da ben 70000 turisti, tra i quali molti personaggi famosi del calibro di Tony Blair e Ted Kennedy.

Nella prima quindicina di luglio si può assistere ad una festa medievale molto suggestiva che mescola storia, tradizioni, folklore, leggende, piatti e prodotti tipici.

 

Additional information