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proseguendo si giunge alla Chiesa di S.Sofia e difronte il Palazzo Querini Mocenigo a S.Eufemia.
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Città veneta segnata da 3000 anni di storia, Padova rappresenta uno dei centri del Nord Italia più ferventi sia culturalmente che economicamente. Essa ha conservato intatto il suo fascino nonostante le distruzioni belliche. Il fiume Bacchiglione racchiude il centro storico di impianto medievale.

L’organizzazione di mostre, fiere, convegni, manifestazioni e attività artistiche di ogni sorta la rende un centro su cui mantenere sempre desta l’attenzione. Recente è l’inaugurazione dei percorsi fluviali in battello per poter ammirare le bellezze della città e l’apertura del Museo del Precinema.
L’intera provincia è custode di un immenso patrimonio culturale e naturalistico. I Colli Euganei di origine vulcanica divenuti Parco Regionale offrono paesaggi mozzafiato e una notevole varietà di specie botaniche. Nei dintorni sorgono splendide ville, abbazie e castelli. Le bellissime dimore nobiliari dei patrizi veneti edificate tra il Quattrocento e il Settecento diedero vita alla cosidetta civiltà delle Ville Venete.
Padova offre inoltre al visitatore la possibilità di assaporare le specialità della sua terra con i vini DOC, i mieli e gli olii.
Rinomate sono le Terme Euganee di Abano e Montegrotto. Le proprietà curative dell’acqua salso-bromo-iodica attirano molti ospiti non solo italiani ma anche di tutta Europa.

Si consiglia inoltre di visitare le tre splendide città murate quali Monselice, Este e Montagnana.

Arriviamo alla stazione dei treni di Padova e
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ci incamminiamo lungo il Corso del Popolo fino ad incrociare il Brenta.
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Sul versante interno ammiriamo il Monumento Memoria e Luce di Libeskind, in memoria dell'11 settembre.
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Lo spettacolo è suggestivo e siamo a solo poche centinaia di metri dalla stazione dei treni..
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Poco più avanti, ma sulla sinistra, troviamo una imponente statua di Giuseppe Garibaldi, dietro la quale si apre il Parco dell'Arena.
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Anche il parco è parzialmente attraversato dal Brenta.
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Il Parco è denominato "dell'Arena" perchè si estende intorno all'Arena Romana
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e anche alla Cappella degli Scrovegni.
Consigliamo di visitare la Cappella degli Scrovegni, anche se la fila può essere molto lunga. Affrescata da Giotto, è considerata un capolavoro della pittura del Trecento italiano ed europeo. Vi sono raffigurate le storie di Maria e Gesù e il Giudizio Universale. Si tratta del più completo ciclo di affreschi di Giotto realizzato tra il 1303 e il 1305. Il restauro l’ha riportato all’antico splendore.
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Riprendiamo il Corso del Popolo che dal parco in poi ha cambiato nome ed è diventato "Corso Garibaldi"..
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Un pò più internato troviamo la Chiesa degli Eremitani che conservano opere e preziosi reperti archeologici paleoveneti, romani, paleocristiani ed etruschi. Vi è inoltre una pinacoteca in cui sono esposti molti dipinti dal trecento all’ottocento. Interessante anche i Musei Civici Eremitani.
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L'interno della Chiesa è in fase di ristrutturazione, ma
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per fortuna sono visibili gli Affreschi di Giusto dè Menabuoi e Andrea Mantegna - Sagrestia del sex. XV
Dalla targa esposta nella Chiesa:
"Alla metà del Trecento Francesco Petrarca era a Padova, frequentatore graditissimo del principe Jacopo II di Carrara. Verso la fine del 1350, un grave delitto politico, l'assassinio di Jacopo da parte di un altro membro della famiglia dei Carraresi, persuase il poeta a lasciare la città, diretto a Valchiusa. Durante il viaggio, a Lonigo, non lontano da Padova, scrisse a Giovanni d'Arezzo la notizia del tragico avvenimento (Familiari, XI, 3), e compose il testo dell'iscrizione funebre in distici elegiaci per il Carrarese : "Ahi casa angusta per un uomo grande! Sotto il tuo breve marmo giace il padre della patria, sua speranza e salvezza. Chiunque tu sia, lettore che volgi il tuo sguardo a questo marmo, leggendo di questa rovina della città, unisci alle lacrime le tue preghiere".
L'epigrafe è ora nella chiesa degli Eremitani, dove la tomba di Jacopo II da Carrara fu ricomposta nel primo Ottocento, dopo la demolizione della chiesa di Sant'Agostino, originaria sede della sepoltura.
"

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Ed aperto al pubblico anche La Cappella Sanguinacci di Giotto.
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Dalla guida esposta nella Chiesa: "La Cappella, intitolata ai San Cosma e Damiano e più conosciuta come Cappella Sanguinacci dal nome della famiglia che ne ebbe il patronato, può essere considerata un sorta di "palinsesto" della pittura padovana del Trecento."
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Si scorgono, "Madonna con il Bambino e Santi" (a destra), "Madonna in trono, con Santi e un offerente" (a destra in basso).
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Sulla sinistra un affresco votivo.
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Riusciamo su Corso Garibaldi e imbocchiamo via VIII Febbraio, (data dell'insurrezione studentesca, 8 febbraio 1948)
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camminiamo fino a giungere
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al numero 15 di via VIII Febbraio, dove troviamo il Caffè Pedrocchi, uno dei più famosi caffè del Mondo. E' stato progettato dall'architetto Jappelli ed è stato inaugurato nel 1831.Il Caffè Pedrocchi è un locale che si annovera tra i più famosi d’Italia.
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Le vie sono grandi, si aprono piccole piazze, strade e slarghi
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Lì accanto c'è anche il Municipio, con sede nel Palazzo Moroni.
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Bellissima anche la Torre degli Anziani {gallery width=150 height=150}itinerari/veneto/058_padova.jpg{/gallery}
Nelle vicinanze è possibile ammirare il Palazzo Bo, sede dell'Università degli Studi di Padova. Qui è possibile ammirare la Sala dei Quaranta, ove si trova anche la cattedra di Galileo; il Cortile Antico di Andrea Moroni; il Teatro Anatomico di G. Fabrici d’Acquapendente, il più antico del mondo; l’Aula Magna che conserva gli stemmi storici di illustri rettori, docenti e studenti dello Studio Patavino.
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Ed altri bellissimi palazzi in piazzetta della Garzeria, qui istituita nel 1393, già ex-piazzetta teatro Garibaldi
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Banca Generali difronte il Caffè Pedrocchi
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Imboccando una viuzza che si trova tra il Municipio e il lato sud del Caffè Pedrocchi, si esce in Piazza della Frutta, dove domina il Palazzo della Ragione.Anticamente era la sede dei tribunali cittadini. Risalente al ’200, presenta un ampio salone affrescato con dei soggetti astrologici.
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Attraversando una piccola galleria su un lato del Palazzo della Ragione, si esce nell'altra importante piazza, Piazza delle Erbe {gallery width=150 height=150}itinerari/veneto/055_padova.jpg{/gallery}
E questa e la facciata del Palazzo della Ragione, da Piazza delle Erbe.
Le antiche Piazza delle Erbe e Piazza della Frutta circondano Palazzo della Ragione e rappresentano da oltre 800 anni la sede del pittoresco e quotidiano mercato patavino.
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da lontano si intravede la Torre dell'Orologio, ma poi ci andremo più tardi, attraverso un altro tragitto.
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Ci guardiamo intorno e scorgiamo bellissimi altri palazzi.
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Andiamo via e ci imbattiamo in una strada con un interessante porticato e un bellissimo portone.
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Dalla targa esposta:
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"Ponte S.Gregorio Barbarigo ad un'arcata, costruito in legno nel 1210, ricostruito in pietra nel 1489 e ancora nel 1717. Così chiamato dal nome del fondatore del vicino Seminario. Denominato anticamente Ostinato per un violento scontro ivi avvenuto contro il tiranno Ezzelino"
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Dal Ponte S.Gregorio Barbarigo è possibile scorgere e raggiungere in pochi minuti a piedi La Specola, sede dell'antico osservatorio dell'università di Padova nela Torlonga del Castello di Padova.
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Oltrepassiamo il ponte e percorriamo via Seminario, scorgendo interessanti costruzioni
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e altre chiese minori.
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Giungiamo alla fine della strada, dove si trova la Chiesa del Torresino.
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Oltrepassando la Chiesa del Torresino, imboccando via Acquette (o via Memmo che è parallela), giungiamo al Prato della Valle, la più grande piazza Padovana e tra le più grandi piazze d'Europa.
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Al centro della piazza c'è un giardino con fontane di forma ovale, chiamata isola Memmia e Zairo (teatro romano).
Intorno all'isola si estende un mercatino e al centro dell'isola, una fontana è luogo di ristoro e di rigugio dal caldo estivo.
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nella piazza si può ammirare un fantastico palazzo medievale, Casa Palla Strozzi Betlemme. {gallery width=150 height=150}itinerari/veneto/087_padova.jpg{/gallery}
e le porte della città {gallery width=150 height=150}itinerari/veneto/096_padova.jpg{/gallery}
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Non molto distante è la Basilica di Santa Giustina del 500 al cui interno riposano le spoglie della Santa e dell’evangelista San Luca. Si trova qui inoltre il sacello di S. Prosdocimo risalente all’epoca paleocristiana. La chiesa si affaccia sulla seconda piazza più grande d’Europa, il Prato della Valle.L’oasi verde rappresentata dall’Orto Botanico dell’Università di Padova si trova poco distante. Si tratta del più antico Giardino Botanico universitario del mondo. Risale al 1545 ed è noto come “Orto dei Semplici”. Fu sistemato da A. Moroni.
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SECONDO ITINERARIO
Si parte sempre dalla stazione dei Treni, ma invece di percorrere il Corso del Popolo, si imbocca la strada lungo il parcheggio sulla sinistra della piazza della stazione. Si giunge subito ad una bella Chiesetta
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Si percorre via G.Gozzi e si attraversa il Parco dell'Arena (ma da un lato diverso rispetto a quello del primo itinerario)
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Appena dopo, sulla sinistra, imboccata via G.B.Morgagni, troviamo l'Istituto d'Arte Selvatico (ex macello)
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proseguendo si giunge alla Chiesa di S.Sofia e difronte il Palazzo Querini Mocenigo a S.Eufemia.
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Camminando su via Falloppio e in seguito su via N.Giustiniani, troviamo l'Ospedale Civile e il rinomato Policlinico Universitario.
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Curviamo per via Gattamelata e oltrepassata una Chiesa
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passiamo sotto la Porta Pontecorvo.
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Attraverso il ponticello Pontecorvo, entriamo nel centro della città,
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Sulla sinistra, imboccare la via Cesarotti per giungere in Piazza del Santo, dove sorge la Basilica di Sant'Antonio da Padova. Qui sono custodite le spoglie del Santo. La costruzione fu iniziata subito dopo la sua morte nel 1231 e ultimata agli inizi del secolo successivo. Il luogo è divenuto meta di pellegrinaggio: vi giungono ogni anno milioni di fedeli. In stile romanico-gotico presenta otto cupole e campanili orientaleggianti.
All’interno vi sono preziose opere d’arte che abbracciano un arco di tempo che va dal Duecento fino ai giorni nostri. Si annoverano: gli affreschi di fine Trecento di Altichiero e di Giusto de’ Menabuoi, il Crocifisso, i rilievi bronzei dell’Altare maggiore e le statue tutti appartenenti a Donatello; la Cappella del Tesoro e l’altare del Santo. Sul sagrato si può ammirare il capolavoro di Donatello del 1453, la statua equestre in bronzo del Gattamelata.

Nella Piazza del Santo vi è anche l'Oratorio di S.Giorgio Scoletta del Santo con il ciclo di affreschi di Altichiero da Zevio. Nell’adiacente Museo Antoniano si possono ammirare paramenti appartenenti alla Basilica del Santo e preziose opere d’arte.

Qui sorge inoltre il Museo al Santo e la Biblioteca civica.
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Nella Piazza del Santo ci sono anche l'Oratorio di S.Giorgio Scoletta del Santo e il Museo Antoniano,
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nonchè il Museo al Santo e la Biblioteca civica.
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Imboccando una stradina sulla destra della piazza, si giunge a Casa Casale e la Crosara del Santo sito Astronomico Paleoveneto.
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Sulla destra si apre "via Galileo Galilei" e qui si può vedere la casa di Galileo Galilei (in foto)
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Difronte la casa di Galileo Galilei ci sono i Chiostri di San Francesco. Proseguendo si incrocia proprio la stradina San Francesco, molto bella da percorrere a piedi.
Facciamo una passeggiata rilassante giungendo nuovamente in piazza delle Erbe, Piazza della Frutta fino a giungere
in Piazza dei Signori, dov'è possibile ammirare la Torre dell'Orologio. La Piazza dei Signori presenta un meraviglioso orologio-astrario disegnato nella metà del ’300. Nella medesima Piazza è presente altresì il Palazzo del Capitanio.
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Nella medesima piazza si può ammirare la Loggia della Gran Guardia,
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e tanti altri bei palazzi
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Passando sotto l'arco della Torre dell'Orologio, ci si trova in piazza Capitaniato
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e la statua di Angelo Beolco detto il Ruzante
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passando per l'Accademia Galileiana di Scienza Lettere e Arti
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e il Palazzo del Monte
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giungiamo in Piazza del Duomo ove si trova la Cattedrale, il Battistero e il Museo Diocesiano.
Qui è possibile ammirare la cinquecentesca Cattedrale e il Battistero che presenta un ciclo di affreschi della seconda metà del ’300 dell’artista Giusto de’ Menabuoi, seguace di Giotto.
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Seguendo un sentiero di viuzze e stradine caratteristiche
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Passiamo davanti la Questura di Padova, giungiamo nuovamente in Piazzo del Santo.
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