Torniamo alla Torre Eiffel.
Costruita tra il 1887 e il 1889, la torre doveva servire da entrata alla Esposizione Universale del 1889, una fiera organizzata per celebrare il centenario della Rivoluzione francese. Essa fu progettata dall’ingegnere di Digione Alexandre-Gustave Eiffel, insignito della Legion D’Onore nel 1889. Questi fu coadiuvato nella sua opera dagli ingegneri Maurice Koechlin e Emile Nouguier, nonché dall’architetto Stephen Sauvestre.
Col passare del tempo essa ha assurto ad emblema non solo di Parigi, ma di tutta la Francia nel mondo.
Sotto la torre è stato collocato nel 1929 un busto commemorativo di Gustave Eiffel realizzato da Antoine Bourdelle.
Compresa l’antenna la torre è alta 324 m e pesa 10.000 tonnellate. Prima della costruzione dell’Empire State Building a New York, veniva annoverata come il monumento più alto del mondo. La tengono insieme 2.5 milioni di chiodi ribattuti.



Come si può ammirare dalle fotografie qui accanto, la torre presenta una complessa struttura di travi in ferro per stabilizzarla in caso di vento.
Proprio per la sua simmetria suscitò molta ammirazione e consensi.
La torre consta di tre livelli.
Il primo livello sorge a 57 m. Si può giungervi in ascensore o a piedi,  salendo 360 gradini.
Qui si trova anche un ufficio postale e il Cineiffel, un piccolo museo ove si può assistere alla proiezione di filmati relativi alla sua costruzione e a quanti la visitarono tra noti personaggi.
Tra questi si annoverano Charlie Chaplin, Adolf Hitler e Josephine Baker.
Per giungere al secondo livello occorre salire ulteriori 359 gradini (o avvalersi dell’ascensore, per i più pigri!!). Ci troviamo a 115 m di altezza.
Per giungere al terzo ed ultimo livello, a ben 276 m, si può usufruire dell’ascensore. Da non perdere il suo congegno idraulico, risalente al 1900 e ancora perfettamente funzionante, che è stato automatizzato nel 1986.
Nei periodi di maggiore affollamento si possono formare delle code chilometriche, per cui si può attendere anche oltre le due ore, anche perché il terzo livello può ospitare al massimo 400 persone.
Ma sia ben chiaro, ne vale assolutamente la pena!! Dalla sommità infatti nelle giornate più limpide si può godere di un panorama che spazia fino a 72 km di distanza.





Se siete fortunati potrete scorgere anche la cattedrale di Chartres!!
Una delle particolarità della torre è che ogni notte intorno alle 23:30 inizia a scintillare, tra la sorpresa e l’incredulità di quanti come noi non erano a conoscenza dello splendido effetto luminoso.
Si resta a naso in su per parecchi minuti, tra il boato e la contentezza di quanti la ammirano dai prati sottostanti.
Ben 20.000 lampadine e 800 luci rendono possibile questo particolare effetto luminoso.
In realtà esso era stato studiato per celebrare il passaggio al nuovo millennio, ma avendo suscitato un plauso generale, dal 21 giugno 2003 si è ritenuto opportuno lasciare che la torre brillasse tutte le notti, regalando agli spettatori uno scenario incantato. Inoltre alla sommità vi sono grossi fari rotanti dotati di lampade xenon da 600 watts.
La stessa compagnia che si occupa dell’illuminazione ha studiato un sistema tale da rendere il minimo dispendioso possibile il consumo di energia.
Infine, la torre è stata e continua ad essere nota per i folli gesti che ha ispirato. Nel 1987 il neozelandese A.J. Hackett decise di usarla per praticarvi con successo il bungee jumping (fu arrestato, come tutti gli artefici di tali insani gesti!!). Inoltre essa è stata usata come base di lancio da paracadutisti e come palcoscenico da trapezisti. Fu scalata da alpinisti e discesa persino in bicicletta da una giornalista.
Ma la torre è anche luogo romantico, di effusioni e di promesse d’amore. Non ultimo Tom Cruise ha chiesto qui alla sua amata Katie Holmes di sposarlo!!

Molto piacevole è affacciarsi dalla torre e ammirare il panorama.
Il verde dei Champ-de-Mars si staglia da qui fino alla Ecole Militaire. Qui infatti si svolgevano le parate militari e le manifestazioni celebrative, come ad esempio avvenne in occasione del centenario della Rivoluzione, sopra accennato (che vide anche la costruzione della torre medesima), corse di cavalli, mongolfiere.Il 17 luglio del 1792 purtroppo fu teatro di un massacro.


Percorrendo i campi dalla torre fino a Place Joffre, si trova il monumento della pace di Jean-Michel Wilmotte, Le Mur de la Paix. In tutte le lingue un solo monito alla pace e alla fratellanza tra i popoli.

Il Museo dell’Esercito (Musée de l’Armée) è ospitato negli ex refettori del Palazzo Nazionale degli Invalidi (Hôtel des Invalides), una vera e propria piccola città in miniatura che fino alla fine del XVII secolo ospitava fino a 4000 persone, distribuite tra arazzerie, laboratori di miniature, calzolerie.
Il museo si estende per 2000 metri quadrati ed è organizzato su tre livelli. Il piano di rinnovamento è iniziato nel 2003 e cesserà nel 2008.
Conviene che lo visitiate dal terzo al primo piano, in modo da seguire le “fasi”dei cimeli esposti in ordine cronologico.
Durante il percorso noterete dei pannelli esplicativi: i quadri rossi concernono la Seconda Guerra Mondiale, quelli blu la storia del Generale de Gaulle e della liberazione francese.
Potrete visionare reperti che vanno dall’età della pietra fino all’ultima guerra.
La galleria Turenne ospita una vasta gamma di bandiere.
Molto interessanti sono inoltre la stanza orientale, François I, Henri IV, Pauillac (che ospita spade e pugnali rinascimentali), Louis XIII. Nella Galleria dell’Arsenale potrete trovare elmi, corazze, speroni, armi e spade. Bellissime la Sala Vauban, della Monarchia, Bugeaud, della Rivoluzione Imperiale, Pélissier e Chanzy.

Conclusa la nostra visita al Museo proseguiamo alla volta del Dôme.
Capolavoro dell’architettura francese del ‘600, il Duomo fu costruito da Hardouin-Mansart su commissione del Re Sole, Luigi XIV. La chiesa doveva servire esclusivamente per raccogliere le spoglie reali, e invece assurse a monumento celebrativo dei Borboni. La prima doratura della cupola risale al 1715; nel 1989 per l’intero edificio occorse una doratura per la quale furono utilizzati 12 kg. di oro.

All’ingresso del duomo vi verrà offerta gratuitamente un’audio-guida.
Molto bella la parete in vetro dietro l’altare che lascia intravedere la cappella più antica degli Invalides.
Sulla volta del Duomo è rappresentata la “Gloria del Paradiso”, opera di Charles de la Fosse, in cui San Luigi offre la sua spada a Cristo.
L’affresco circolare, datato 1692, è stato restaurato di recente.
  
Proseguendo si trova la tomba del maresciallo Ferdinand Foch, realizzata in bronzo da Paul Landowski nel 1937 e quella del maresciallo Louis Hubert Lyautey.
A Sébastien le Preste de Vauban è dedicato un imponente monumento funebre, al cui interno si trova un’urna che custodisce il suo cuore. Napoleone I lo commissionò nel 1908 in suo onore. Vauban infatti si era distinto come architetto militare e ingegnere del Re Sole, e nel 1903 venne insignito del titolo maresciallo di Francia.
La statua che sormonta la sua tomba è stata realizzata da Antoine Etex. Egli è posto al centro, con ai lati due sculture femminili, la Scienza e la Guerra, che ne piangono la morte.
Il pantheon militare raccoglie anche le spoglie di altri personaggi vicini a Napoleone, come i marescialli Duroc e Bertrand, suo figlio il re di Roma, e i suoi fratelli Gerolamo e Giuseppe, re di Napoli e di Spagna.
La tomba di Giuseppe Bonaparte si trova nella prima cappella a destra dall’entrata principale.
Il Dôme annovera anche la tomba di Napoleone Bonaparte.
Nel 1840 le sue spoglie furono trasferite dall’isola di Sant’Elena a Parigi.
Il monumento funebre di porfido rosso di Finlandia è stato realizzato dallo scultore Visconti nel 1861. Nella stessa data -dopo una grande cerimonia cui presenziò Napoleone III- ivi sono stati inumati i resti dell’Imperatore. Il suo corpo giace sotto cinque bare, ciascuna delle quali di diverso materiale, la prima di ferro bianco, la seconda di mogano, la terza e la quarta di piombo, e infine l’ultima di ebano.
A rappresentare la sua opera militare le “Vittorie” che circondano la cripta: Austerlitz, Iena, Marengo.
Per quanto riguarda la sua opera civile (pacificazione della nazione, centralizzazione amministrativa, consiglio di stato, codice civile, concordato, università imperiale, corte dei conti, codice del commercio e dell’industria, grandi opere, legione d’onore) vi sono due bassorilievi commemorativi scolpiti da Simart posti ad ornamento dei muri della cripta.
Il figlio dell’Imperatore, detto “l’Aiglon”, giace sotto la sua statua.

 

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