Si ringraziano Francesca Ferrari e Amerigo Anguillesi instancabili guide e cantori improvvisati

Il nostro viaggio inizia da Pontedera, castello e roccaforte pisana, a lungo contesa tra Pisani, Fiorentini e Lucchesi. Dopo l’alluvione del 1333 divenne dominio dei Pisani che ricostruirono il ponte sull’Era ed altre opere.

Riprese le ostilità con Firenze, passò sotto la dominazione dei Medici fino al 1565, anno in cui  divenne “Potesteria”. A seguito della morte dell’ultimo dei Medici, nel 1737 fu retta dai Lorena. Importantissimo centro commerciale e industriale, sede della Piaggio, la cittadina è nota per aver dato i natali allo scultore ed orafo Andrea Pisano, noto come Andrea da Pontedera.

Possiamo ravvisare elementi rinascimentali nel Palazzo Pretorio, i portici, la Torre dell’orologio e i vari stemmi e insegne.

Lungo la strada che porta da Vicopisano a Buti ci imbattiamo nella Chiesa e convento di Sant’ Jacopo Lupeta.

Dalla targa esposta dal Comune:

“In origine la Chiesa era intitolata a San Mamiliano vescovo, come riporta l’iscrizione sul portale, ed è certamente documentata a partire dal sec. XII. Una chiesa e un monastero di San Mamiliano sono tuttavia ricordati anche in un documento del 757. In uso agli Eremitani di Sant’Agostino dal secolo XIV, viene intitolata a Sant’Jacopo nel secolo XV; passata in proprietà privata nel 1867, è oggi di proprietà demaniale.

A datazione altomedievale (VIII-X secolo) rimanda il bassorilievo con tre figure riutilizzato nella facciata attuale. All’interno, con transetto, si trovano tracce di affreschi trecenteschi con i Santi Mamiliano, Girolamo e Giovanni Battista.”

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Nei pressi della chiesa sorge la tenuta della famiglia Montezemolo.

Proseguendo attraversiamo Uliveto, paesino avvolto dalle verdi colline toscane e ricco di alberi di ulivo, ove sorge tra l’altro l’importante complesso delle Terme di Uliveto.

Il viaggio prosegue in un tramonto mozzafiato.

Scorgiamo da lontano l’imponente Certosa di Pisa (detta anche volgarmente di Calci, dal borgo omonimo in cui è situata), datata 1362, che si adagia nella bellissima “Valle Graziosa”, di immenso valore paesaggistico. Trecentesca nelle origini e barocca a seguito di successivi rimaneggiamenti, è sormontata dal Monte Pisano e dalla Rocca della Verruca.

Soppressa dalle leggi napoleoniche, diventò dominio dello Stato. Ciononostante continuò ad essere sede dei certosini fino al 1972.

Divisa in tre ambienti, essa ospitava i Padri che trascorrevano il loro tempo tra la preghiera e la vita comunitaria. Data in consegna alla Soprintendenza per i Beni Ambientali, Architettonici, Artistici e Storici di Pisa, attualmente è sede del Museo di Storia Naturale e del Territorio dell'Università degli Studi di Pisa. Il visitatore ha la possibilità di ammirarla quasi integralmente.

 

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